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20 agosto 2005

Supercoppa italiana. Juventus vs Inter 0-1. L’Inter ora può sognare

L’Inter è campione d’Italia. Suona strano, eppure è già la seconda volta che lo si dice negli ultimi due mesi. I nerazzurri, dopo la Coppa Italia, siL’Inter è campione d’Italia. Suona strano, eppure è già la seconda volta che lo si dice negli ultimi due mesi. I nerazzurri, dopo la Coppa Italia, si sono aggiudicati anche la Supercoppa, al termine di una sfida combattuta, per cui non sono stati sufficienti i 90’ regolamentari. Ha deciso la contesa Juan Sebastian Veron, “la brujita”, con un tiro da fuori area su assist di Adriano. È forse il sentore della definitiva esplosione dell’Inter morattiana, o forse è ancora calcio estivo, ad una settimana dall’inizio della Serie A e con i Preliminari di Champions League a fare da gustoso intermezzo.
I Mancio-boys hanno alzato la coppa dopo 120’ di autentica battaglia, contro una Juve già in forma-campionato che ha giocato molto bene e forse avrebbe meritato di più. Sicuramente non meno dell’avversario. Si sono viste giocate belle e meno belle, tocchi sopraffini e botte senza ritegno. Non si è visto Lilian Thuram, infortunato (al suo posto Kovac), e non si sono visti i nuovi dell’Inter (almeno non dall’inizio e, comunque, non tutti). Si è vista una buona gara, due grandi squadre e un gol, quello decisivo, bello e un po’ inatteso, dato che dall’inizio della ripresa l’unico tiro verso Chimenti era stato un diagonale di Adriano. Il brasiliano e Martins: coppia affiatata e inesperta, capace di scardinare qualsiasi difesa, ma che dovrebbe essere più risoluta al momento di concludere. Sull’altro fronte Ibrahimovic e Trezeguet, con il francese in rete nella ripresa, la cui gioia è stata smorzata solo dalla bandierina inopportunamente alzata da uno degli assistenti del signor De Santis, e lo svedesone ad illuminare la serata con giochi da circo e un pestone alla gamba di Materazzi, con cui si è rinnovato il duello senza esclusione di colpi iniziato a Trieste in occasione del Trofeo Tim. E poi Del Piero. Entra al 28’ del secondo tempo e dopo pochi secondi si divora un gol fatto da due passi, a confermare che se Capello lo lascia in panchina un motivo ci sarà. Nel complesso si può dire che, a parte una ventina di minuti nel primo tempo, la Juve ha fatto la partita, ha creato più palle-gol, ha colpito anche un legno con Patrick Vieira, ma ha pagato l’unica regola del calcio che non può essere interpretata: chi segna di più vince. Ha segnato Veron e, allora, diciamolo senza timori. L’Inter è campione d’Italia.
Mario Cipriano

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