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5 agosto 2005

Un salto nel buio

Croce e delizia, un sogno a portata di mano, ma la mano tremante di chi, drammaticamente, appare consapevole delle insidie che nasconde il “trapasso” Croce e delizia, un sogno a portata di mano, ma la mano tremante di chi, drammaticamente, appare consapevole delle insidie che nasconde il “trapasso” dal mondo delle scuole superiori a quello universitario. «E’ come se avessi la sensazione che sto diventando adulto – ci spiega Raffaele, all’ultimo anno del liceo classico “Virgilio” di Mercato San Severino –. Diventare improvvisamente responsabile, doverti organizzare autonomamente e senza che nessuno più ti detti il ritmo, ti ponga degli schemi da seguire: è questo il vero “trauma” psicologico che, secondo me, deve affrontare chi si affaccia sul mondo universitario». Dunque, un maggiore livello di maturità, necessario per affrontare efficacemente gli studi universitari, questo sembra essere il banco di prova più temuto dagli studenti intervistati. Michele, diplomando al liceo scientifico “Da Procida” infatti, ribadisce il concetto: «Mi spaventa l’assenza della sveglia che non suonerà più alle sette per impormi di alzarmi e di andare a scuola, i docenti di latino e matematica che non ci assegneranno più i compiti per casa. All’Università sai solo qual è la data dell’esame, poi doverlo preparare è soltanto una tua responsabilità». A fare da contraltare a questi timori che affiorano dalle parole di Raffaele e Michele, vi è l’entusiasmo di alcune studentesse del Magistrale di Piazza Malta, che sembrano invece avere le idee chiare: «Ho già scelto la Facoltà – dichiara euforica Margherita – studierò Pedagogia e cercherò di coltivare la grande passione che ho sempre avuto per il mondo dell’infanzia con la speranza che un giorno potrà tramutarsi in un lavoro vero e proprio»; Annalisa, invece, ha optato per Giurisprudenza «La Facoltà dei miei sogni – dice, quasi trasecolando e immaginandosi già con una toga sulle spalle – il mio senso di giustizia e la passione per i classici latini penso potranno trovare la giusta sintesi con questa Facoltà che spero di poter frequentare col massimo profitto possibile».
Annalisa Contursi

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