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25 agosto 2005

Zhitomyr, alta formazione diretta scientificamente dall’Italia

Nella città di Zhitomyr, 150 chilometri a sud di Chernobyl e a 130 chilometri dalla capitale ucraina Kiev, si è conclusa la prima delle due settimane Nella città di Zhitomyr, 150 chilometri a sud di Chernobyl e a 130 chilometri dalla capitale ucraina Kiev, si è conclusa la prima delle due settimane di alta formazione diretta scientificamente dall’Italia e dalla Repubblica Ucraina e finanziata da fondi NATO sul programma ASI (Advanced Study Institute). Oltre una cinquantina di partecipanti assistiti da un gruppo di 12 docenti, con rappresentata la ricerca ambientale di 4 continenti (America, Asia, Europa, Africa) a dimostrazione, usando le parole del rappresentante dell’Ambasciata d’Italia in Ucraina, Dott. Sergio Martes che “Pur con una percentuale del PIL dedicata alla ricerca tra le più basse rispetto agli altri G8, l’Italia riesce a occupare con autorevolezza alcune nicchie scientifiche come quelle delle scienze ambientali”. E il gruppo di eccellenza coinvolto è quello dell’Università di Parma – Dipartimento di Scienze Ambientali, diretto dal Prof. Nelson Marmiroli, la cui proposta di ASI, assistita a Bruxelles dal CINSA (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali, di cui l’ateneo parmense fa parte insieme ad altre 10 Università italiane) è risultata vincitrice del bando 2004 indetto dalla NATO. Oltre al Direttore ASI NATO, seguono le attività scientifiche in Ucraina la Prof.ssa Elena Maestri e la Dott.ssa Marta Marmiroli dell’Università di Parma.Partner locali in Ucraina, la Zhytomyr State Technological University, fondata nel 1960 con decreto N° 84 dell’allora Unione Sovietica che al primo anno accademico vide iscritti 175 studenti (oggi diventati 2850 a tempo pieno e 2.290 studenti lavoratori). Co-Direttore della NATO ASI School il prof. Borys Samotokin assistito dal dr. Valentyn Yanchuk e dalla dr. Natasha Beregovaya.
La collaborazione tra le Università di Parma e Zhytomyr risale al 1995, con un progetto comunitario Tempus sull’effetto delle radiazioni sulla salute umane; passata l’emergenza di Chernobyl, fino al 28 agosto si confronteranno i massimi esperti sulla rimozione di metalli pesanti attraverso l’utilizzo di piante come la Canna generalis da noi conosciuta coma “Canna da fiore” dai colori rosso-gialli e alta fino a 200 centimetri, capace di rimuovere, secondo le ricerche del Prof. Stanislaw Gawronski dell’Università di Varsavia, oltre 50 kg/ha di zinco e 5 kg/ha di piombo dal suolo.
Di notevole rilievo l’esperienza del sito missilistico di Liubashevka vicino a Odessa sul Mar Nero, il cui smantellamento, demilitarizzazione e bonifica, iniziato nel gennaio 2001 è stato efficacemente portato a termine con tecniche di fito (piante) e bio (microorganismi) remediation nell’agosto 2004, come ha testimoniato alla scuola NATO il direttore dell’unità operativa “Chysta Khvylya” Dott. Petro Nakhaba. Le testate convenzionali e non dell’ex Unione Sovietica che da Odessa tenevano sotto pressione durante la Guerra Fredda la maggior parte delle capitali europee, hanno ora lasciato il posto a campi di girasole, pianta la cui capacità di bioaccumulo di sostanze tossiche è stata più volte messa in risalto durante i primi giorni di seminario.
“L’esperienza del sito missilistico di Liubashevka” ricorda il direttore della scuola NATO, Prof. Marmiroli “testimonia fortunatamente la non sostenibilità socio-ambientale di alcune fase storiche come la Guerra Fredda. Anche grazie a queste applicazioni tecnologiche che la nostra ricerca ha sviluppato in Italia e consolidato con partner americani, israeliani, polacchi, tedeschi e belgi, realtà come l’Ucraina possono bonificare ampie superfici di terreno con investimenti sostenbili per una nazione che ricordiamo ha un reddito medio procapite inferiore ai 700 €/anno (per l’Italia è attorno ai 20.000 €/anno)”.
In particolare acquista rilevanza il problema della tutela della qualità e della sicurezza delle risorse idriche in tutti i paesi, compresi quelli dell’ex Unione Sovietica al fine di proteggere la salute soprattutto dei bambini.
Secondo alcuni scienziati dell’US EPA (l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti) presenti a Zhytomyr che hanno collaborato all’iniziativa italiana in Ucraina, quali Steven McCutcheon, membro del Consiglio Scientifico del CINSA, il lavoro iniziato dal nostro Paese potrà vedere nel 2006 una seconda edizione della scuola ASI NATO da tenersi negli Stati Uniti o in Italia.

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