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8 settembre 2005

Benevento città spettacolo

La XXVI edizione di Benevento Città Spettacolo, sotto l’accorta direzione artistica di Ruggero Cappuccio, riesce nella difficile impresa di migliorareLa XXVI edizione di Benevento Città Spettacolo, sotto l’accorta direzione artistica di Ruggero Cappuccio, riesce nella difficile impresa di migliorare un’offerta che già negli anni passati si attestava su posizioni di alto profilo. Il tema conduttore della manifestazione, Lingue taglienti lingue avvelenate, sembra volere evidenziare il ruolo d’intermediazione (per non dire sciamanico, sulla scorta dell’insegnamento dell’antropologia teatrale) assunto dall’attore. Che sia l’attore dunque a vomitare ciò che rimane indigesto alla comunità; che sia l’attore a lasciar sanguinare le ferite che noi tutti occultiamo. La lingua dell’attore si sottrae così alla censura che imbavaglia la platea: e se l’attore resta poi avvelenato dallo sforzo compiuto per liberarsi dai legacci delle convenzioni, il pubblico è miracolosamente sollevato, depurato, tutti i peccati assolti dalla ritualità della scena. Un ottimo esempio di quanto detto mi si è offerto ieri sera nella piazza antistante il Teatro Comunale Vittorio Emanuele: i giovani attori del laboratorio condotto da Enzo Mirone (intitolato Esercizi di maldestrezza e stupidità confessa) hanno proposto una performance di grande efficacia e notevole energia, una vera prova della forza della fisicità dell’attore. Abiti demodé e trucco clownesco, una gestualità urlata ed esplosiva. Le loro evoluzioni di strada non erano solo linguaggio dei loro corpi, quanto piuttosto i loro corpi erano strumento per evocare un potere più grande e più forte, quello del gruppo. Per la rassegna ufficiale andrà in scena sabato 10 al Teatro Comunale Vittorio Emanuele La donna vendicativa, protagonista Maddalena Crippa per la regia di Roberto De Simone, mentre domenica all’Hortus Conclusus sarà rappresentato in prima nazionale l’ultimo lavoro scritto e diretto da Enzo Moscato, Disturbino a tragedy. La rassegna intitolata “Provocazione teatro” si concluderà invece venerdi 9 all’Hortus Conclusus con Italia mia, oratorio incivile per Pier Paolo Pasolini di Maurizio Braucci per la regia di Sergio Longobardi.

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