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23 settembre 2005

Giornate Europee del Patrimonio Culturale/2

Con l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia apre ai visitatori ed ai curiosi alcune delle sue più suggesCon l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia apre ai visitatori ed ai curiosi alcune delle sue più suggestive collezioni e raccolte scientifiche. L’iniziativa sabato 24 e domenica 25 settembre nell’ambito delle , intitolate alla , offrirà alcuni interessanti e suggestivi percorsi educativo-culturali alla scoperta di sconosciute ed importanti testimonianze scientifiche del passato e del presente.
Anche l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sabato 24 e domenica 25 settembre aderisce alle , promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Direzione Regionale, e coordinate dalla dott. ssa Elena Corradini, organizzando col concorso del Dipartimento dei Musei e dell’Orto Botanico l’iniziativa .
In queste due giornate, in cui sarà osservato un orario di apertura continuato dalle ore 10,00 alle ore 18,00, verranno effettuati percorsi di visita per giovani e adulti, coordinati dalla prof. ssa Elena Corradini, che consentiranno di raggiungere ed ammirare la del Museo di Paleontologia, il Museo Anatomico, il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, la collezione di minerali, rocce e carte e lo storico e suggestivo Orto Botanico.
Il Consiglio d’Europa, con il supporto dell’Unione Europea, ha istituito le nel 1991: vi aderiscono 48 Paesi europei che, nel 2004, hanno permesso la fruizione al pubblico di oltre 32mila siti e monumenti, meta – per l’occasione – di oltre 20 milioni di persone.
“Questa iniziativa, per il livello di coinvolgimento raggiunto, – ci spiega la dott. ssa Elena Corradini dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, – si propone innanzitutto di promuovere il dialogo fra tutte le culture attraverso l’esplorazione del tessuto storico e monumentale del vecchio continente”.

Durante le medesime giornate, e negli stessi orari, sarà possibile recarsi in visita – a richiesta, telefonando presso il Dipartimento di Paleobiologia (tel. 059/2056433), anche i siti geo-paleontologici di Rocca Santa Maria nel comune di Serramazzoni e delle Salse di Nirano nel comune di Fiorano, inseriti nell’ambito del progetto “siti aperti” per diversamente abili, individuati in Emilia Romagna, per i quali si può consultare il sito del Museo di Paleontologia (www.museopaleo.unimo.it).
Per la visita a queste esposizioni è consigliabile effettuare la prenotazione ai seguenti numeri:

– il Museo di Paleontologia (Sala dei Dinosauri) in via Berengario 14 – tel. 059/2056520
– il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata in via Università 4 – tel. 059/2055557
– Gemma 1786 (minerali, rocce, carte) in Largo Sant’Eufemia 19 – tel. 059/2055873
– il Museo di Anatomia in via Berengario 14 – tel. 059/2056973
– l’Orto Botanico in viale Caduti in Guerra 127 (Parco Ducale) – tel. 059/2056011

I programmi previsti per le Giornate Europee della cultura sono, altresì, consultabili nel sito del Ministero per i Beni Culturali: www.beniculturali.it

Alcuni dettagli sui percorsi dei musei.

La del Museo di Paleontologia espone diversi reperti fossili, fra i quali gli scheletri – pressochè originali – di un Allosauro, feroce predatore, “cugino” del più famoso Tirannosauro, e di un Camptosauro, un tranquillo vegetariano, entrambi risalenti al periodo del Giurassico superiore nordamericano. Oltre a questi due scheletri, recentemente, è stato acquistato il calco, unico in Italia, di Gallimimus, dinosauro teropode, probabilmente onnivoro, simile agli attuali struzzi. Inoltre, verranno esposte diverse uova di dinosauri, provenienti dalla Cina, sia originali che riproduzioni fedelissime a grandezza naturale con all’interno gli embrioni di Tyrannosaurus rex, di sauropode e di raptor. Diversi pannelli didattici illustrano brevemente le caratteristiche fondamentali dei dinosauri e del loro mondo.
“Attraverso questo itinerario – commenta il prof. Antonio Russo, Direttore del Dipartimento dei Musei e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – si cercherà di fornire risposte scientifiche a quelle domande che da sempre ricorrono nell’immaginario collettivo sulla natura di questi primordiali animali e che, attraverso la divulgazione, possono indurre a convinzioni o risposte culturalmente scorrette”.

Il Museo Anatomico, che ancora oggi è costituito da quattro sale, ospita nella seconda sala il tavolo per le dissezioni, usato da noto medico Antonio Scarpa durante le sue lezioni nel Teatro Anatomico. I preparati esposti nelle vetrine comprendono preparati per essiccamento, mummificati, sotto formalina, modelli pirometallici (ottenuti con iniezioni di metallo fuso), calchi in gesso e riproduzioni in cera, per la quasi totalità eseguite dal ceroplasta modenese Remigio Lei, dove arte e scienza si fondono con rara maestria. Attualmente in una sala attigua al Museo anatomico, trova posto una notevole Collezione di Terracotte Ostetriche risalenti alla seconda metà del ‘700, che rappresenta i vari stadi della gravidanza e le diverse presentazioni del feto al momento del parto. Queste Terracotte, opera dell’artista bolognese G. B. Manfredini, pur nel rispetto scientifico dei particolari anatomici, sono delle pregevoli opere d’arte per il naturalismo plastico delle forme e la loro delicatezza cromatica.
“Un percorso attraverso queste sale – commenta il prof. Antonio Russo – può costituire per il comune visitatore un momento di riflessione sulla storia della Scienza e, quindi, metterlo in condizione di apprezzare i progressi compiuti dalla Medicina nel tempo, oltre che un modo gradevole e facile per capire come siamo fatti dentro”.
L’Orto Botanico propone “Strane piante: curiosità vegetali”. I vegetali si sono diffusi in ogni ambiente, da quelli più favorevoli a quelli più ostili, sviluppando caratteristiche e strategie vincenti adatte per la loro sopravvivenza. Poiché la “vita verde” si è intrecciata con la vita degli uomini, con le loro necessità e i loro piaceri, le piante hanno anche una storia condivisa con l’uomo. Il percorso per i vialetti dell’Orto Botanico è, pertanto, un’occasione per scoprire particolarità, aneddoti, proprietà e storia di piante comuni e meno comuni: piante che nell’acqua o intorno all’acqua hanno la loro nicchia di vita (ninfea, nelumbo, papiro,…), piante che hanno imparato a prosperare dove l’acqua è un bene scarso e razionato (agave, cactacee, crassulacee,…), alberi italiani (quercia, tasso, tiglio,…) e alberi “stranieri” (tassodio, ginkgo, metasequoia,…), piante carnivore che hanno scoperto nel mondo animale gradite integrazioni alla dieta (drosera, dionea, nepente,…), piante con attraenti e “preziosi” fiori (ibisco, iris, orchidea, rosa,…), piante con frutti “dimenticati” (melograno, giuggiolo, prugnolo…), piante che si difendono dai predatori con sistemi meccanici (le spinose rosa, agrifoglio, robinia,…) o piante “avvelenatrici” che hanno scelto la via della chimica (tasso, digitale, aconito,…).
Il Museo di Zoologia e di Anatomia Comparata e il Dipartimento di Biologia animale propongono – da parte loro – un percorso tattile da titolo “Con-tatto… a pelle”, che ha per tema l’apparato tegumentario dei mammiferi. L’iniziativa privilegia e promuove un singolare apprendimento per scoperta, al fine di stimolare curiosità verso ciò che ci circonda e ci riguarda da vicino. Una volta entrati in Museo, i visitatori si troveranno ad avere a che fare con postazioni tattili, nelle quali un oggetto misterioso dovrà essere riconosciuto a “TATTO”. Pannelli esplicativi di sintesi permetteranno, a fine percorso, di capire il ruolo e la funzione dell’apparato tegumentario nei mammiferi, uomo compreso..
Il Dipartimento di Scienze della Terra, attraverso “Gemma 1786”, invita curiosi ed interessati a scoprire, toccare e gustare i segreti racchiusi in un cristallo di sale, il cosiddetto , che ha segnato la vita dell’uomo sin dalle sue origini, il protagonista indiscusso delle nostre tavole, che tanto ha influito anche sulla storia della città di Modena. La mostra, intitolata “Cum grano salis: la cultura del vivere in un pizzico di sale”, che illustra la natura e le proprietà del sale, l’influenza che esso ha avuto nella storia delle civiltà e l’importanza che, tuttora, riveste all’interno del nostro vivere quotidiano, offre al visitatore l’opportunità di conoscere meglio il sale, ed i suoi cristalli, e di provare a distinguere attraverso il gusto ed il tatto alcune tra le sue numerose varietà prodotte al mondo.

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