• Google+
  • Commenta
22 settembre 2005

Il miglioramento genetico e le biotecnologie per fronteggiare la siccità in agricoltura

Giunto alla seconda edizione (la prima si tenne nel 1995 in Francia) il congresso InterDrought-II (Università “La Sapienza” di Roma dal 24 al 28 setteGiunto alla seconda edizione (la prima si tenne nel 1995 in Francia) il congresso InterDrought-II (Università “La Sapienza” di Roma dal 24 al 28 settembre) punterà l’attenzione sulla siccità, vero e prorpio flagello che da sempre ha condizionato lo sviluppo delle civiltà e che ancora oggi causa fame e malnutrizione nei paesi in via di sviluppo.
“Il problema della siccità – spiega il Prof. Roberto Tuberosa, principale organizzatore del Congresso – sta diventando sempre più pressante e drammatico, soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo dove una scarsa produzione agricola ha in genere effetti devastanti sotto il profilo socio-economico, potendo anche innescare terribili carestie con perdita di migliaia di vite umane, come successo recentemente in Niger. Oltre a queste che sono le conseguenze piu’ drammatiche della siccita’, va inoltre sottolineato che il recente innalzamento delle temperature in paesi con un clima prevalentemente mite, come l’Italia, sta influenzando la distribuzione e l’intensita’ delle piogge. Quest’anno l’estate è stata particolarmente torrida e siccitosa in Spagna e Portogallo mentre in Italia si e’ avuta un’estate molto piovosa, contrariamente al 2003, quando la peggiore siccità degli ultimi decenni decurtò mediamente del 30% la produzione maidicola nazionale”.
Nel corso del Convegno, i migliori specialisti mondiali in materia presenteranno gli ultimi sviluppi della ricerca le cui applicazioni ci permetteranno di mitigare gli effetti dello stress idrico in agricoltura. Particolare attenzione verra’ rivolta ad interventi agronomici e di miglioramento genetico convenzionale nonche’ alle applicazioni delle moderne biotecnologie quali la selezione basata sull’uso di marcatori molecolari e gli OGM. Per quanto riguarda questi ultimi vi e’ molta attesa per le relazioni che riporteranno in anteprima i risultati delle prime prove su larga scala effettuate negli USA utilizzando mais ingegnerizzato per meglio resistere alla siccita’. A tal proposito va sottolineato che, pur tra mille difficolta’, anche la ricerca italiana ha recentemente conseguito incoraggianti risultati in questo settore attraverso l’ingegnerizzazione del mais nel laboratorio del Prof. Tuberosa utilizzando un gene isolato nel laboratorio della Dott.ssa Immacolata Coraggio all’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del CNR di Milano che aumenta la resistenza della pianta agli stress abiotici, inclusa la siccità.
“Nel secolo scorso – precisa il Prof. Tuberosa – gli interventi tradizionali di miglioramento genetico hanno consentito un costante incremento delle rese, permettendo cosi’ di sopperire alle aumentate richieste di alimenti a livello mondiale. Tuttavia, le proiezioni per i prossimi decenni indicano che il tasso di tale incremento sara’ insufficiente a soddisfare su scala globale la crescente richiesta di derrate alimentari, soprattutto dei cereali destinati agli allevamenti zootecnici. E questo avverra’ in un contesto caratterizzato da una diminuzione di risorse idriche disponibili all’agricoltura e da un marcato incremento del loro costo. Basti pensare che per la produzione di un Kg di carne di manzo sono richiesti ca. 8 kg di granella di mais la cui produzione richiede a sua volta da 10.000 a 20.000 litri di acqua, a seconda della zona di produzione e delle tecniche agronomiche impiegate. L’incognita maggiore di questa equazione sono i crescenti consumi di carne nei paesi in via di sviluppo e, soprattutto, in Cina. Sulla base di queste proiezioni, il mais, attualmente il secondo cereale per importanza dopo il riso, diventera’ in un decennio il cereale di maggiore importanza a livello mondiale. Aumenti produttivi ed una migliore efficienza idrica saranno anche richiesti per colture come il riso, il frumento e l’orzo. Il problema sara’ particolarmente acuto nel bacino del Mediterraneo, in cui vaste aree (incluso il mezzogiorno d’Italia) sono gia’ interessate da fenomeni di pre-desertificazione, nell’Africa sub-Sahariana, in Cina ed in India. Le implicazioni socio-economiche e anche politiche (es. flussi migratori) saranno enormi vista la prevalenza di un impiego rurale delle popolazioni nelle nazioni suddette.”
Il convegno si articolerà in più sessioni ciascuna delle quali analizzerà aspetti diversi relativi al fenomeno siccita’ ed i suoi effetti sulla produttività e la qualità del raccolto. Alla base di queste conoscenze vi sono gli studi compiuti nell’ultimo decennio, soprattutto nel settore molecolare. Le prime sessioni saranno dedicate al meccanismo di interazione tra pianta e suolo. Le sessioni successive analizzeranno le basi fisiologiche e molecolari della risposta adattativa della pianta alla carenza idrica. “Proprio questa fase – puntualizza il Prof. Tuberosa – fungerà da anello di congiunzione tra i progressi compiuti dalla ricerca e le metodologie operative più classiche ancora ampiamente utilizzate. Nel decennio intercorso dalla prima edizione di InterDrought si sono registrati progressi spettacolari nel settore molecolare e biotecnologico, grazie anche al sequenziamento dei genomi di alcune piante (es. riso). Oggi e’ possibile identificare i geni che controllano la riposta della pianta alla siccità.. Ne emerge un quadro che, pur evidenziando la complessità di fondo di tale risposta, indica la possibilità di intervenire in maniera più mirata ed efficace rispetto a quanto consentito dagli approcci convenzionali del miglioramento genetico.. Nuove metodiche (es profili di espressione del DNA) e strategie (es. selezione assistita con marcatori molecolari) consentono di identificare e selezionare le piante il cui patrimonio genetico racchiude geni in grado di aumentare la resistenza alla siccità. Anche se risulta difficile prevedere quando queste nuove metodiche potranno avere un impatto rilevante sulle pratiche agricole, la comunità scientifica giudica come inderogabile la loro utilizzazione per conseguire gli aumenti produttivi richiesti per sopperire alle esigenze alimentari future, previste in forte incremento a livello globale.”
L’importanza del Congresso e’ sottolineata dalla massiccia partecipazione di ricercatori provenienti da tutti i continenti abitati. Molto rilevante sarà anche la presenza dei paesi ad economia emergente (Cina ed India) e paesi in via di sviluppo maggiormente interessati dalla siccità, come le nazioni del Maghreb, Egitto, Iran e Pakistan. “Il congresso – conclude il Prof. Tuberosa – rappresenta un’occasione unica per instaurare collaborazioni tra ricercatori di paesi in via di sviluppo con quelli più all’avanguardia nella ricerca, con risvolti positivi per entrambi i gruppi”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy