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20 settembre 2005

La voce degli studenti

Molti degli iscritti dell’ateneo salernitano hanno una gran voglia di far valere le proprie ragioni, di manifestare i propri disagi per poterli risolvMolti degli iscritti dell’ateneo salernitano hanno una gran voglia di far valere le proprie ragioni, di manifestare i propri disagi per poterli risolvere. Non a caso, stando almeno alle statistiche, l’Università di Salerno è fra le più “politicizzate” con un’affluenza alle elezioni degli organi di rappresentanza che, nell’ultimo appuntamento del 2004, ha toccato il 10% degli iscritti. Sono attive numerose associazioni studentesche, cresciute attorno movimenti di opinione e di interessi, partiti politici, o idee su come migliorare la vita universitaria. I rappresentanti degli studenti, a giudizio dei loro rappresentati, non sono sempre attivi, spesso bloccati da pratiche burocratiche che spengono anche il migliore degli entusiasmi. Il momento attuale, interessato dall’applicazione della riforma Moratti, getta nel panico docenti e discenti, che ancora non hanno ben compreso i meccanismi che dovrebbero regolare il famigerato “nuovo ordinamento”. Il carattere di imposizione dall’alto di questa riforma, contribuisce ulteriormente a far sentire l’università come un luogo che vuole “sfornare non persone o professionisti ma, piuttosto, matricole professionalizzate, dove più della cultura personale conta il curriculum desunto dai CFU…” questo il giudizio con cui uno studente di Sociologia liquida la questione.
“Siamo riusciti ad ottenere numerose cose dall’amministrazione, come ad esempio una maggiore sensibilizzazione per i problemi dei fuori sede, la loro assistenza sanitaria, abbiamo fatto in modo da avere più appelli ed orari più ragionati”, così con orgoglio ha testimoniato un rappresentante degli studenti.
“La riforma e l’università si sono dimenticati di noi ragazzi del vecchio ordinamento. Non ci vuole più nessuno, neanche il mercato del lavoro e l’università non fa molto per farci laureare il prima possibile… Per avere degli appelli speciali per noi del vecchio ordinamento, dobbiamo quasi pregare…”, ribatte con rassegnazione una ragazza di Scienze della Formazione, ex Magistero.

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