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12 settembre 2005

L’Italia è in cima all’Europa.

La squadra di Montali doveva essere la Cenerentola, la squadra nuova che in punta di piedi poteva provare a farsi largo. E invece è sempre grande ItalLa squadra di Montali doveva essere la Cenerentola, la squadra nuova che in punta di piedi poteva provare a farsi largo. E invece è sempre grande Italia, grazie a un emozionante 3-2 ( 25-22, 14-25, 15-25, 25-19, 15-10) sulla Russia. Quanti ci avrebbero scommesso? Pochi, non c’è che dire. Eppure gli azzurri sembravano già scesi dal trono continentale contro una Russia dall’attacco mostruoso, che dopo un primo set ceduto in 25 minuti 25-22, inanellava percentuali da sogno in ricezione, muro ed attacco e sgretolava l’Italia di Montali in meno di 40′: dallo 0-1 al 2-1 con parziali di 25-14 e 25-15. Spavaldi nella prima frazione, l’organizzazione Montali entra in crisi, la ricezione fa acqua e per Vermiglio diventa difficile giocare palloni accettabili. Il muro russo fa molto male e per l’Italia (e i 12.000 del PalaLottomatica, sono state quasi 100.000 le presenze ufficiali in settimana) è una sofferenza. Nel secondo e nel terzo set gli azzurri non esistono, vengono presi a pallate da Poltavsky, che ridicolizzava il ricordo che il nostro pubblico italiano aveva di lui. Punti su punti per l’opposto che il campionato italiano “bollò” come impossibile da gestire. Così sarà Cernic a tirarci fuori dalla secca, un passo alla volta, e a recuperare nella partita palloni, punti e fiducia dei compagni. E qui l’Italia ha mostrato una dote che le servirà molto nei prossimi anni: è tornata a essere una squadra di duri. Una squadra che magari gioca male, ma che non molla mai (come era già accaduto nella semifinale contro la Serbia e Montenegro): il quarto set si chiude 25-19, ci riporta in quota e proietta il Palaeur nel thrilling del tie-break, con l’adrenalina che si taglia a fette. Nel quinto parziale gli azzurri si galvanizzano e si impongono: sull’11-9 la Russia scompare quasi dal campo e con un errore in battuta regala il secondo europeo consecutivo all’ Italia.
Era un Europeo importante perché doveva nascere una nuova “formazione”, per la prima volta senza almeno uno di quei fenomeni che l’avevano resa famosa nel mondo. E l’Italia dei Vermiglio, dei Mastrangelo, dei Fei, dei Cisolla ha risposto alla grande andando a conquistare il 6° titolo della sua storia. “Vincere con il cuore, con una squadra tutta rinnovata, è un’impresa grandissima – riesce a urlare il tecnico Giampaolo Montali nel delirio dei tifosi -Abbiamo lavorato tanto, non poteva finire così… Abbiamo avuto grandi difficoltà, ma ognuno ha messo se stesso a disposizione della squadra. Cernic? Sono felicissimo per lui, ha avuto un stagione difficile. Il lavoro paga sempre”. E Cernic ha aggiunto: “Grandissima vittoria. Alla faccia di chi diceva che non sono in grado di affrontare i grandi appuntamenti”.

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