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14 settembre 2005

L’Università di Modena e Reggio Emilia ricorda la prof. ssa Maria Di Bella

La commemorazione della docente, già Preside della facoltà di Farmacia a Modena, inaugurerà venerdì 16 settembre la giornata conclusiva del Meeting inLa commemorazione della docente, già Preside della facoltà di Farmacia a Modena, inaugurerà venerdì 16 settembre la giornata conclusiva del Meeting internazionale italo-svizzero di Chimica farmaceutica.

Nella giornata conclusiva del Meeting italo-svizzero di Chimica farmaceutica, ospitato in questi giorni presso il Forum Monzani (via Aristotele 33) a Modena, per iniziativa del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con la Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Chimica Italiana e la Division for Medicinal Chemistry of Swiss Chemical Society, sarà ricordata la figura ed il contributo scientifico della prof. ssa Maria Di Bella.

Già Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e figura di rilievo nell’ambito della Chimica Farmaceutica modenese e nazionale, alla docente, prematuramente scomparsa nel 1998, sarà dedicata l’apertura della seduta di venerdì 16 settembre, quando alle ore 9,00 riceverà l’omaggio dei suoi colleghi. Le tappe del suo intenso percorso scientifico ed accademico saranno ripercorse attraverso le lezioni affidate al prof. Vincenzo Tortorella dell’Università di Bari ed al prof. Carlo Melchiorre dell’Università di Bologna.

“A nome della facoltà di Farmacia – ha dichiarato la prof. ssa Maria Angela Vandelli, Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – vorrei ricordare le doti umane, le capacità organizzative e le grandi qualità di ricercatore della prof.ssa Maria Di Bella. Personalmente vorrei ricordarla come docente appassionata della sua materia, avendo avuto il privilegio di essere stata sua studentessa, ma anche come Preside illuminata e sensibile. La prof.ssa Maria Di Bella, senza far rumore, senza far capire la gravità della sua malattia, un giorno si è allontanata per tornare nella sua città, come faceva regolarmente, ma purtroppo quella volta non ha fatto più ritorno. L’unico rammarico, soprattutto di tutti quelli che hanno condiviso con lei molti momenti accademici, è di non aver potuto salutarla”.

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