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10 settembre 2005

L’Università di Salerno vista dagli studenti

A 60 anni dalla fondazione dell’Istituto di Magistero nel 1944, dopo la delocalizzazione del plesso universitario nell’attuale sede della Valle de

A 60 anni dalla fondazione dell’Istituto di Magistero nel 1944, dopo la delocalizzazione del plesso universitario nell’attuale sede della Valle dell’Irno, passando attraverso la continua crescita fino alle attuali nove facoltà, l’Università di Salerno dimostra di essere una realtà in continuo movimento. Caratteristica fondamentale è lo sviluppo verso il modello americano del campus, cioè un luogo non solo di formazione culturale e professionale, ma anche momento di incontro e sviluppo delle relazioni personali. Seguendo questo principio, il calendario dell’Università di Salerno è fitto di impegni “non accademici”, come gli oramai celeberrimi eventi musicali Live @ Fisciano Village, dedicato ai gruppi rock emergenti, e Campus In Festa, una rassegna di musica etnica da tutto il mondo e la festa di Primavera, o gli appuntamenti più ufficiali come Exposcuola. I numeri parlano chiaro: con oltre 40.000 iscritti, Salerno ha un’università fra le più grandi del meridione, una moderna struttura di 685.000 mq. Ma saranno tutte rose e fiori?
Il parere degli studenti non è sempre del tutto positivo. Disinformazione e sovraffollamento sono le due parole chiave con cui interpretare le critiche mosse dai soggetti principali dell’ateneo, attualmente alle prese con il labirinto astruso delle riforme degli ordinamenti didattici e con la ripresa delle lezioni, rese più problematiche a causa dei lavori di ammodernamento delle strutture, ancora in corso. In generale la popolazione studentesca è divisa nel giudizio da dare alla propria università: c’è chi enfatizza gli aspetti positivi, come gli studenti delle facoltà tecnico scientifiche quali Ingegneria, Informatica o Economia, poli di eccellenza dell’ateneo e chi, come gli studenti di materie Umanistiche quali Lettere, Scienze della Formazione o Giurisprudenza, sottolinea i disagi derivanti dal sottodimensionamento delle strutture rispetto l’utenza.

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