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25 ottobre 2005

Baronissi: gli alloggi realizzati nell’area Peep di Cariti occupati non più dai proprietari ma da studenti

A segnalare la presenza di universitari, che nel corso del tempo sarebbe diventata sempre più numerosa, sono stati gli stessi residenti del popoloso rA segnalare la presenza di universitari, che nel corso del tempo sarebbe diventata sempre più numerosa, sono stati gli stessi residenti del popoloso rione. Si ipotizzano manovre speculative sull’utilizzo delle abitazioni da parte dei soci delle cooperative e dei legittimi assegnatari. Poiché l’insediamento abitativo è stato realizzato in base alle norme che disciplinano l’edilizia economica popolare destinata a soggetti bisognosi, devono essere rispettati dei vicoli precisi. In base ad una convezione con il Comune di Baronissi, che ha provveduto all’esproprio dei terreni sui quali sono sorte le abitazioni, nell’area Peep di Cariti i proprietari non possono concedere in locazione gli alloggi o procedere alla loro vendita per i primi 5 anni. Non solo. Anche successivamente le motivazioni per realizzare questo tipo di passaggi devono essere valide e, per essere valide, ottenere il placet del Comune. Nel quartiere, invece, benché abitato da poco più di un anno, facilmente si vedono in giro degli studenti. La situazione che sembra delinearsi indispone non pochi cittadini, secondo i quali starebbero avvenendo libere contrattazione, a prezzi di mercato, per alloggi finanziati principalmente da fondi pubblici. In sintesi una prevaricazione dalla quale starebbero traendo vantaggio alcuni soggetti delle coop, a discapito di altri soggetti effettivamente bisognosi di un alloggio residenziale di tipo popolare. Alle cooperative potevano aderire i cittadini che non erano proprietari di altri immobili e che avevano un reddito basso. Solo rispettando quest9i requisiti le coop potevano partecipare ai bandi pubblici ottenendo finanziamenti sia in conto capitale, e quindi senza obbligo di restituzione, che in conto interessi e con mutui agevolati. Il vantaggio economico è stato quantificato in circa quaranta milioni di vecchie lire per ogni socio, e quindi per ogni appartamento. Bipassando le norme legislative si starebbe procedendo alla stipula di scritture private per cedere gli alloggi, non implicando atti notarili da comunicare poi al Comune di Baronissi, che in questo caso procederebbe d’ufficio ai controlli del caso. Allo stato attuale non è previsto un organo d’ufficio sul controllo dei requisiti dei soci e sono le stesse cooperative ad accertarne il rispetto delle norme. Ora, però, potrebbero scattare degli accertamenti mirati, per verificare chi realmente usufruisce degli alloggi realizzati con il piano di edilizia economica e popolare nella zona dei Cariti.
Marcella Cavaliere

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