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6 ottobre 2005

Colomba: buona la prima

Con Colomba l’Avellino si rialza, ed inizia a risalire la china, in una classifica che si era fatta quanto mai precaria. L’Avellino visto al “Ceravo
Con Colomba l’Avellino si rialza, ed inizia a risalire la china, in una classifica che si era fatta quanto mai precaria. L’Avellino visto al “Ceravolo”è sembrata un’altra squadra,rivitalizzata, ben disposta in campo, sempre pronta a pressare l’avversario e mai doma, in una gara dove, già si sapeva, grinta ed agonismo dovevano essere le doti principali da mettere in campo. Colomba cambia modulo e schiera i lupi con 3-5-2 a trazione anteriore: davanti all’estremo difensore Cecere, difesa a tre con Puleo, Criaco e Masiello. Moretti avanza sulla linea mediana, occupando l’out di sinistra, al centro della zona nevralgica il trio Allegretti, Fusco, Riccio sull’out di destra c’è Leone. In avanti Leon è libero di agire, unica vera punta il lituano Danilevicius. Risponde Buso col più classico 4-4-2: Belardi tra i pali, retroguardia composta da Pierotti, Di Sole, Ceccarelli e Sussi. A centrocampo: sugli esterni Nervo e Rizzato, in cabina di regia De Simone affiancato da Miceli. Attacco composto dall’ex Sorrentino e dal bomber Corona. L’Avellino parte bene e subito si fa pericoloso all’ottavo con un tiro di Allegretti che in bello stile colpisce al volo, Belardi è attento. Ancora Avellino al minuto 14 quando l’hounduregno Leon crossa dalla destra Moretti al volo: fuori di poco. Il Catanzaro si fa vivo dalle parti di Cecere col solito Corona che tenta di impensierire il portierone biancoverde, ma non ci riesce. Minuto 18: la svolta, l’Avellino parte in contropiede, Leon s’inventa un passaggio rasoterra che taglia l’intera difesa giallorossa ed imbecca Danilevicius, il lituano a tu per tu con Belardi ha la meglio e porta i lupi in vantaggio. Dopo tre giri di lancette ancora Avellino ed ancora l’asse Leon-Danilevicius fa male: cross di precisione del piccolo fantasista irpino ed incornata vincente del lituano. In tre minuti l’Avellino archivia la pratica Catanzaro. L’Avellino spinge ancora e più volte sfiora la terza marcatura: ci prova Leon prima e Danilevicius poi ma Belardi si oppone alla grande in entrambe le circostanze. Il primo tempo scivola via tra timidi attacchi dei calabresi e pungenti contropiede irpini. Nella ripresa l’Avellino arretra il baricentro ma Corona e soci non riescono a riaprire la gara. Anzi è sempre l’Avellino a farsi pericoloso con Fusco che ci prova due volte, Belardi fa buona guardia. Il Catanzaro comunque non si arrende e al minuto 89 trova il gol della speranza con Corona che in posizione dubbia batte Cecere. Gol della speranza che presto si trasforma in gol della bandiera, non bastano infatti i tre minuti di recupero, concessi dal signor Mazzoleni, al Catanzaro per ristabilire le sorti dell’incontro. L’Avellino conquista la sua prima vittoria stagionale, l’avvicendamento avvenuto sulla panchina si è dimostrato quanto mai felice. A Colomba ora il compito di continuare a far crescere una squadra che, prima del suo arrivo,sembrava composta da calciatori sull’orlo di una crisi di nervi, diventati improvvisamente undici Zidane in quel di Catanzaro.
Antonello Plati

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