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27 ottobre 2005

Lunga vita

Si vivrà fino a 120 anni, questa la dichiarazione dell’oncologo Pellicci, che afferma “siamo programmati per vivere 120 anni, è scritto nel nostro d
Si vivrà fino a 120 anni, questa la dichiarazione dell’oncologo Pellicci, che afferma “siamo programmati per vivere 120 anni, è scritto nel nostro dna”. Ovviamente salvo incidenti, malattie, abbiamo quindi una data di scadenza ma questo era già noto agli studiosi. Il problema da risolvere è come arrivare alla veneranda età di120 anni dignitosamente, vale a dire senza gravi acciacchi o brutte malattie. L’ultima scoperta riguarda uno studio sui topi che prevede il blocco di un gene, chiamato “p66”, gene dell’invecchiamento i topi vivono il 35% in più. Ora si pensa che questo possa accadere anche a noi in tempi brevi, infatti si ritiene che nell’ arco di cinque anni saranno sperimentati dei farmaci capaci di inibire la funzione del gene, secondo il Perugino Pier Giuseppe Pelicci direttore d’oncologia sperimentale allo Ieo di Milano e autore della ricerca. Quindi saremo dei Matusalemme in forma smagliante. Il ruolo della ricerca di Pellici è rivolta quindi non solo ad allungare la vita ma anche a migliorarla eliminando le cause che comportano la nascita di malattie degenerative come il Parckinson, Alzheimer, cancro, infarto, artelosclerosi.Se le terapie Funzioneranno sui topi Queste e altre sindromi saranno superate Già nel 2010. L’ equipe del professor Pelicci ha già studiato i possibili effetti collaterali, sui topi sono nulli: senza «p66» le cavie vivono di più e non ci rimettono nulla (mentre altre specie animali, come vermi e mosche, perdono fertilità). In ogni modo la partita si chiude a 120, perché così è scritto nel nostro patrimonio genetico, i geni preposti a condurci alla fine sono numerosi e, per adesso, sembra che l’unico eliminabile sia il «p66». «Per arrivare a 130 anni e più dovremmo lottare contro ciò che è scritto nel Dna umano, quindi contro molti altri geni, il p66 è uno ma già se ne conoscono altri 6 o 7 deputati a regolare la durata dell’esistenza — spiega Pelicci —. L’obiettivo non è l’immortalità ma vivere più a lungo e più giovani, ammalandosi meno».

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