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28 ottobre 2005

Un risveglio più consapevole

Strenuamente avvinghiato al cuscino e stordito dall’insopportabile frastuono della sveglia, allungo la mano alla ricerca del telecomando: io mi svegliStrenuamente avvinghiato al cuscino e stordito dall’insopportabile frastuono della sveglia, allungo la mano alla ricerca del telecomando: io mi sveglio così, con un po’ di (mal)sana televisione. Scorrendo i vari canali il sottoscritto si è imbattuto in “Omnibus”, magazine d’informazione ed approfondimento politico, ma non solo, in onda dal lunedì al venerdì dalle 7:00 alle 09:15 su “LA7” (il sabato e la domenica va in onda “Omnibus weekend”, sorta di resoconto della settimana) e condotto alternativamente da giornalisti del calibro di Andrea Pancani, Antonello Piroso, Rula Jebreal e Gaia Tortora. Al suo interno, con pacatezza ed arguzia, si dibattono i temi politici di più stretta attualità e la discussione, alimentata sapientemente dal conduttore e dall’ironia di Enrico Vaime, scorre fluida, nel rispetto delle diverse opinioni, riuscendo a disegnare un quadro abbastanza esaustivo dell’argomento, chiamato “tema del giorno”, e delle opinioni in merito. Non è la solita arena dove ci si confronta con il coltello tra i denti e il “prontuario degli insulti” a portata di mano; è più un salotto, dove, però non si servono né tea né pasticcini ma sagaci quesiti che il conduttore offre in pasto a pochi e qualificati ospiti, possibilmente non urlatori, costretti a rispondere con argomentazioni inerenti al tema e ad evitare l’abusato gioco del rimpiattino con la sempre presente fazione avversa. Se ne trae, a mio avviso, uno spaccato più realistico del sentire politico e sociale italiano dove, all’interno dei due schieramenti, convivono, non senza fatica in talune circostanze, anime assai diverse e non sempre concordi nella linea politica da seguire. Gli ospiti confessano, a volte, divergenze di vedute con gli alleati; ammettono, a fatica, errori in alcune prese di posizione; espongono, o cercano di farlo, un’opinione più chiara ma soprattutto epurata da banalità di maniera, qualunquismo e populismo dell’ultima ora. Non ci si auto-incensa e non si è incensati, come accade invece in altre trasmissioni per lo più di seconda serata. Si è invitati a parlare di politica o almeno di qualcosa che ci si avvicini, di idee, di proposte concrete, di pareri meno arroganti e vacui e più argomentati e netti, lasciando ad altri, in altre forme ed orari, il triste teatrino del quale i nostri politici vanno così ghiotti. Affrontarsi per confrontarsi è meglio che scontrarsi per rimpallarsi…e “nulla dirci”!

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