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13 ottobre 2005

Università degli studi di Roma

Il Distripark di Civitavecchia diventerà il porto di riferimento per le merci cinesi nel Mediterraneo
Il progetto è stato presentato insieme alIl Distripark di Civitavecchia diventerà il porto di riferimento per le merci cinesi nel Mediterraneo
Il progetto è stato presentato insieme al Centro di Eccellenza di Ricerca per il Trasporto e la Logistica
della facoltà di Ingegneria dell’Università della Sapienza. Con il distripark del porto di Civitavecchia tutta la logistica del centro Italia potrà compiere un salto di qualità e lo scalo si candida a diventare il riferimento di transhipment per la Cina nel Mediterraneo Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta Giovanni Moscherini questa mattina ha presentato le linee strategiche del Distripark di Civitavecchia, insieme al professor Francesco Filippi, direttore del Centro di Eccellenza di Ricerca per il Trasporto e la Logistica della facoltà di Ingegneria dell’Università delLa Sapienza di Roma.
Abbiamo un’opportunità ha affermato Moscherini che non si presenta ad altri scali italiani: nell’entroterra ci sono oltre 2 milioni di metri quadrati di aree disponibili per lo sviluppo del porto. Il distripark è l’evoluzione naturale del progetto portuale realizzato finora, verso una rete logistica regionale che diventerebbe un riferimento per tutto il Sistema Paese. Abbiamo già avviato dei contatti con la Cina, presentando i primi progetti e contiamo a breve di poter arrivare alla convocazione di un tavolo ristretto con i Sindaci del territorio, la Regione Lazio, la Provincia di Roma ed il Ministero delle Infrastrutture
Il professor Filippi ha illustrato la valenza strategica del Distripark (evidenziandone le differenze rispetto agli interporti, dove le merci vengono soltanto movimentate e stoccate, senza alcun ulteriore servizio a valore aggiunto o trattamento di tipo industriale) ponendo l’accento sulla necessità di sensibilizzare gli attori istituzionali verso la realizzazione del progetto, evitando la dispersione di risorse finanziarie e fenomeni di nanismo, purtroppo comuni ad altre realtà italiane dove le superfici disponibili sono limitate a pochi ettari, rispetto alle aree su cui si sviluppano, ad esempio, i Distripark del Nord-Europa. A Civitavecchia ci sono le potenzialità per realizzare un progetto di alto livello. Ora siamo nella fase di analisi strategica delle infrastrutture, del mercato e del territorio. Non appena pronto lo studio preliminare, si potrà passare al coinvolgimento delle istituzioni interessate. A tal proposito, il Distripark sarà inserito anche nel Piano territoriale della
Provincia di Roma, in fase di elaborazione
Alla presentazione sono intervenuti anche rappresentanti dell’ICE (Istituto Commercio Estero) e della FILAS (la Finanziaria della Regione Lazio) che hanno manifestato grande interesse verso il progetto, offrendo anche la propria disponibilità a partecipare attivamente alla realizzazione del Distripark.

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