• Google+
  • Commenta
26 ottobre 2005

Università di Modena e Reggio Emilia: nuovo Preside per la Facoltà di Economia

La facoltà di Economia “Marco Biagi” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha scelto il successore del prof. Andrea Landi, che a

La facoltà di Economia “Marco Biagi” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha scelto il successore del prof. Andrea Landi, che a settembre aveva volontariamente, e anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del mandato, rinunciato alla Presidenza.

“Nel congedarmi dagli organi accademici, la Presidenza di Facoltà ed il Senato Accademico, ringrazio tutti quanti – ha scritto il prof. Andrea Landi – per aver reso questa esperienza particolarmente ricca sul piano dei rapporti personali, oltre che professionalmente importante. A tutti porgo i migliori auguri di buon lavoro”.

Gli succederà nell’incarico di Preside il prof. Sergio Paba, ordinario di Politica Economica e già Direttore della Biblioteca di Economia “Sebastiano Brusco”, che nell’elezione svoltasi venerdì 21 ottobre ha prevalso sull’altro candidato il prof. Giuseppe Marotta, raggiungendo il necessario quorum richiesto dal Regolamento, ovvero la metà più uno dei votanti.

“Ringrazio innanzitutto i colleghi che mi hanno incoraggiato e sostenuto nella decisione di candidarmi a Preside e tutti coloro che mi hanno dato fiducia. Il loro contributo – ha commentato a caldo il prof. Sergio Paba – , così come quello di tutti i docenti e il personale della facoltà, sarà per me fondamentale per il lavoro futuro.

Elevata l’affluenza alle urne, che ha visto la partecipazione di oltre l’85% degli aventi diritto. Questo il risultato definitivo:

Elettori 74
Votanti 63 (85,13%)
Sergio Paba 32 (55,17%)
Giuseppe Marotta 26 (44,87%)
Bianche 5
Nulle 0

Ufficialmente il nuovo Preside si insedierà dal 1° novembre 2005 e resterà in carca per tutto il triennio 2005/2006 – 2006/2007 – 2007/2008.

“Il mio primo impegno – ha annunciato il nuovo Preside prof. Andrea Paba – sarà rivolto alla didattica e agli studenti. I dati disponibili sulle immatricolazioni sono anche quest’anno molto positivi e mostrano una crescita rilevante degli studenti iscritti, soprattutto ai nostri corsi di laurea specialistica. Occorre consolidare questi risultati, snellendo e rendendo più organica l’intera offerta formativa nei due livelli di laurea, triennale e specialistica. Occorre intervenire per potenziare la didattica, soprattutto negli insegnamenti di base, e puntare in particolare sulla qualità dell’apprendimento e dell’attività formativa. La valutazione dell’attività didattica, periodicamente effettuata dagli studenti, deve diventare una base informativa essenziale per conseguire questi obiettivi. Agli studenti vanno garantiti più spazi, particolarmente carenti nella nostra struttura, per le attività di studio collettivo e per la socializzazione. In generale va garantita una migliore accoglienza e integrazione degli studenti nella vita culturale della facoltà e sollecitata la loro partecipazione a tutti i livelli. Sul piano della ricerca, intendo sostenere l’attività dei prestigiosi centri di ricerca attualmente presenti nella nostra Facoltà, la Fondazione Marco Biagi e il Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche, la cui importanza travalica la dimensione locale, tanto da essere ampiamente riconosciuta a livello nazionale. In stretta coordinazione con i Dipartimenti, mi impegno inoltre a garantire che il reclutamento dei nuovi docenti e ricercatori, previsto dalla nostra programmazione triennale, soddisfi pienamente i requisiti di qualità e produttività della ricerca e di capacità didattiche. Questi requisiti sono essenziali per conservare il prestigio della nostra facoltà e per renderla più competitiva. La facoltà deve conservare e rafforzare il suo ruolo essenziale di stimolo, proposta e interazione con il territorio e con le istituzioni locali. In maniera analoga a quanto sta accadendo nel mondo produttivo, dobbiamo però anche potenziare i legami internazionali, favorendo in primo luogo la mobilità degli studenti e partecipando a progetti di didattica e di ricerca che coinvolgano istituzioni accademiche di altre nazioni, non solo europee”.

Google+
© Riproduzione Riservata