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7 ottobre 2005

Università di Trento e Agenzie Spaziali Europee

Un team scientifico internazionale per un ambizioso progetto spaziale
“Ai grandi progetti di osservazione delle onde gravitazionali sta per aggiungerUn team scientifico internazionale per un ambizioso progetto spaziale
“Ai grandi progetti di osservazione delle onde gravitazionali sta per aggiungersi l’osservatorio spaziale LISA, un “cacciatore” di buchi neri che aprirà una finestra completamente nuova sui fenomeni più esotici e misteriosi dell’universo”. Con queste parole si apriva l’articolo pubblicato dal professor Stefano Vitale, docente di Fisica presso presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento, nel marzo 2004 sulla rivista scientifica “Le Scienze”.
A un anno e mezzo di distanza il progetto ha preso corpo e dalla teoria si è passati alla pratica: un team di ricerca che comprende l’Università di Trento, composto dagli esponenti delle principali istituzioni scientifiche a livello mondiale, tra cui la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sta progettando un osservatorio orbitante che rivoluzionerà le tecniche di esplorazione dell’universo.
Proprio a Trento si è tenuto nel mese di settembre un incontro fra i responsabili scientifici di LISA allo scopo di valutare lo stato di avanzamento dei lavori. Dal 26 al 28 settembre ha avuto luogo una riunione di progetto con gli ingegneri delle agenzie ESA e NASA e gli scienziati dell’Università di Trento, tra cui il professor Vitale, responsabile scientifico della missione, al fine di definire gli indirizzi tecnici per la realizzazione dell’osservatorio. Dal 10 al 12 ottobre il Centro congressi Panorama di Sardagna, ore 9, ospiterà invece i rappresentanti delle industrie e delle agenzie spaziali europee e tutti gli scienziati coinvolti nella missione spaziale LISA Pathfinder. Si tratta di un satellite prova, gestito dall’ateneo trentino e dall’Agenzia Spaziale Europea; anticipando di cinque anni la messa in orbita della costellazione dei tre satelliti LISA, verrà lanciato nello spazio nel 2007 per verificare i requisiti tecnici indispensabili alla costruzione dei sistemi di misurazione e di analisi.
Il meeting di ottobre sarà organizzato da Criospazio Ricerche, un consorzio nato nel 1990 e a cui ha aderito l’Università di Trento assieme ad enti pubblici e privati attivi nei settori della scienza, della ricerca e dell’economia: l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Università di Padova, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento e la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto. Grazie al rinnovato sostegno finanziario, nell’ultimo triennio è stata possibile la realizzazione di diversi progetti scientifici, tra cui l’osservatorio LISA, e il coordinamento delle attività di ricerca degli scienziati dell’ateneo trentino.
La missione spaziale darà il via ad una vera e propria rivoluzione scientifica delle tradizionali tecniche di osservazione dell’universo. Fino ad ora l’esplorazione dello spazio è stata condotta solo attraverso la radiazione elettromagnetica, ma il progresso degli apparati di misura consente ora di utilizzare anche le onde gravitazionali, previste appunto dalla teoria della Relatività Generale di Einstein. L’obiettivo della missione spaziale LISA è metter in orbita un “telescopio” capace di catturare le onde gravitazionali e di esplorare aspetti ed epoche dell’universo inaccessibili ai telescopi ordinari. I buchi neri, le esplosioni primordiali, le prime frazioni di secondo dopo il big bang, lo scontro fra galassie sono solo alcune delle infinite realtà che, per la prima volta nella storia dell’astronomia, LISA riuscirà a rendere visibili all’osservatore umano.

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