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29 novembre 2005

A Modena e Reggio Emilia si entra nel fascino della geometria frattale della natura

Per i matematici i frattali (dal latino fractus, cioè rotto, irregolare) sono oggetti autosimilari, cioè con parti simili nella forma al tutto, così cPer i matematici i frattali (dal latino fractus, cioè rotto, irregolare) sono oggetti autosimilari, cioè con parti simili nella forma al tutto, così come accade in un ramo di felce, con una frontiera frastagliata come la coste della Gran Bretagna, con una forma affascinate come quella di un fiocco di neve, e che hanno altre particolari caratteristiche e proprietà. Furono ideati da B. Mandelbrot nel 1975, quando egli si chiedeva: Perchè la geometria viene spesso definita fredda e arida? Uno dei motivi è la sua incapacità di descrivere la forma di una nuvola, di una montagna, di una linea costiera, di un albero. Osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono cerchi, ma sono degli oggetti geometricamente molto complessi… Le proprietà frattali scoperte da Mandelbrot sono presenti quasi universalmente in natura e secondo il suo punto di vista, oggi condiviso da molti studiosi, i modelli storici della matematica e della fisica usati per descrivere la Natura sono incompleti: la Natura è frattale e gli esempi sono piuttosto abbondanti. Proprio per questo motivo, la teoria dei frattali trova applicazioni in molti ambiti delle scienze naturali. Di due di queste applicazioni, ovvero la distribuzione su larga scala delle galassie e la frequenza del battito cardiaco, se ne parlerà nel corso di una conferenza, che si terrà mercoledì 30 novembre 2005 alle ore 10,30 presso l’Aula 1 del Dipartimento di Matematica (via Campi 213/b) a Modena.
Su “La geometria frattale della natura” interverrà il prof. Stefano Marmi della Scuola Normale Superiore di Pisa, esperto in applicazioni della matematica alle bioscienze e alla medicina.

“L’iniziativa – spiega la prof. ssa Franca Cattelani dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – avrà un carattere divulgativo ed è pensata in modo specifico per gli studenti delle scuole medie superiori, oltre che, per la sua particolarità, anche per insegnanti e studenti universitari”.

Si tratta della prima delle iniziative previste in questo anno accademico dall’Ateneo per sollecitare l’interesse e la curiosità attorno alla diffusione della cultura matematica. E considerate le finalità l’obiettivo è stato conseguito, perché sono già numerose le scolaresche che hanno aderito all’incontro in programma.

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