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4 novembre 2005

Exemplum virtutis: Ilaria Alpi

Le guerre provocano spesso un illimitato numero di morti, sia tra i vinti che tra i vincitori.
A volte le vittime sono così tante che sarebbe impossLe guerre provocano spesso un illimitato numero di morti, sia tra i vinti che tra i vincitori.
A volte le vittime sono così tante che sarebbe impossibile raccontare la storia di ognuno di loro.
I veri reporter di guerra cercano comunque di addentrarsi nelle varie realtà, anche a rischio della loro vita.
Ilaria Alpi, è un esempio da seguire, per quanti credono che il giornalismo non sia solo un mestiere ma una missione.
La giornalista del tg3, uccisa a Mogadiscio nel marzo del 1994 insieme al suo cameraman Miran HRovatin, si era forse addentrata troppo in quel fango che la politica italiana ed i signori della guerra somala volevano nascondere. Aveva scoperto un traffico di rifiuti tossici che le aziende italiane gettavano nella spazzatura –Somalia, dando in cambio di questo “piccolo favore” una grande quantità di armi ai signori della guerra.
La Cooperazione italiana quindi, che era in Somalia per aiutare quella popolazione, in realtà era impegnata nella “malacooperazione”. Ancora oggi, i somali ne pagano le conseguenze, in termini di malattie provocate proprio dalla presenza di rifiuti tossici nel sottosuolo.
Ilaria Alpi era pronta a fare la grande rivelazione durante il tg3 del 18 marzo 1994 ma qualcuno, non si sa ancora chi, volle farla tacere per sempre.
I genitori della Alpi continuano nella loro battaglia alla ricerca della verità e c’è una commissione d’inchiesta parlamentare che si occupa della vicenda.
Si auspica che, dopo più di 10 anni, dal quel tragico giorno, si possa scrivere la parola FINE a questa storia, ma in attesa che ciò accada, Ilaria Alpi continua ad essere, oggi più che mai, un ottimo esempio di giornalismo serio e impegnato.

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