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11 novembre 2005

Fonti energetiche rinnovabili

Diffusa la classifica 2005 sui pannelli solari insellati nei comuni d’Italia in testa due città del nord, Trento e Bolzano, il sud ancora indietro. IlDiffusa la classifica 2005 sui pannelli solari insellati nei comuni d’Italia in testa due città del nord, Trento e Bolzano, il sud ancora indietro. Il paradosso è proprio questo, s’installano pannelli solari nelle città più fredde e invernali che nei posti in cui il sole abbonda quasi tutto l’anno. Roma è l’amministrazione più attenta al solare nell’edilizia pubblica. La sconsolante verità emerge dal rapporto “Comuni rinnovabili 2005” presentato a Roma da Legambiente nel corso del convegno internazionale “Le città del Mediterraneo alla sfida di Kyoto. Si certifica infatti che i comuni italiani dove il solare termico e fotovoltaico è maggiormente sfruttato sono le due città alpine Trento e Bolzano. Vi è poi l’unica eccezione della classifica rappresentata da Lecce per quel che concerne il sud Italia classificandosi al terzo posto nella graduatoria dei primi 20 comuni. Le città meridionali scarseggiano nella classifica e occupano gli ultimi posti della graduatoria, Palermo ad esempio e diciannovesima. La graduatoria è stata stilata adoperando come parametro la presenza di pannelli solari utilizzati esclusivamente per produrre acqua calda. Scenario molto simile emerge dalla fotografia della presenza dei pannelli solari fotovoltaici, Quelli in grado di produrre vera e propria corrente che grazie al recente decreto sul Conto energia il singolo cittadino può ora vendere alla rete elettrica nazionale. In testa in questo caso vi è Trento dove si producono 210 milakw ogni anno, seguita da Alessandria, Brescia, e Bologna. Prima città del sud tra le prime trenta è Palermo (38mila Kw), al quinto posto, seguita da Cosenza, al sesto. Poi tra le prime trenta figurano solo Crotone (11), Ragusa (12), Avellino (23) e Lecce (24). “ Il risultato di questo lavoro-commenta il presidente di Legambiente Roberto Della Seta- evidenzia un paese che sconta ancora forti ritardi nella diffusione delle fonti rinnovabili, con buone pratiche che però sono distribuite a macchie sul territorio nazionale, e che sottolineano ancora il voto insufficiente alle manovre adottate dalle amministrazioni pubbliche verso politiche energetiche sostenibili. Basti pensare che su 103 capoluoghi di provincia cui è stato inviato il nostro questionario solo il 40% ha dimostrato di dedicare attenzione alle energie alternative”. Un timido ma positivo passo avanti è stato compiuto da Roma, il comune all’avanguardia in Italia per l’utilizzo d’energia alternativa negli edifici pubblici. Sui tetti di scuole, uffici e biblioteche della capitale sono in funzione attualmente 930 mq di pannelli solari termici e 178kW di pannelli solari fotovoltaici.

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