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18 novembre 2005

La nuova inquisizione

Dall’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg del 1546 prende il via la grande rivoluzione della stampa.
La stampa, oltre alla letDall’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg del 1546 prende il via la grande rivoluzione della stampa.
La stampa, oltre alla letteratura e alle pubblicazioni scientifiche prende presto la strada dell’informazione.
Il primo vero periodico compare alla fine del Cinquecento a Venezia, e viene venduto al prezzo di una gazzetta.
Nei secoli successivi si diffondono quotidiani e settimanali che riportano prima notizie provenienti da paesi lontani e poi anche idee e programmi politici.
Gli sconvolgimenti sociali e culturali che si sono susseguiti dopo l’invenzione dell’orafo tedesco, hanno generato sospetti e diffidenze da parte di chi vi scorgeva una minaccia all’ordine costituito.
L’ ”Indice dei libri proibiti” è sopravissuto, regolarmente aggiornato, fino al 1966 quando venne abolito da Papa Paolo VI in occasione del Concilio Vaticano II.
Tempi passati e paure finite?
Oggi, nell’era dell’informazione non c’è filtro tra ciò che accade e ciò che i giornalisti ci comunicano. Viviamo tutto in diretta, e la nostra curiosità non si sazia neanche davanti ad immagini crude e violente o alle storie più agghiaccianti e truculente.
Ma siamo così sicuri di quello che vediamo e leggiamo se le agenzie di stampa, fonti della comunicazione internazionale, vivono in uno stato di assoluto oligopolio?
Le agenzie di stampa sono aziende formalmente private che ricevono informazioni da ogni parte del mondo per poi trasmetterle ad istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto agli organi di stampa.
La Associated Press e la United Press International, americane, con la Reuters, inglese, gestiscono il 90% di informazioni a livello mondiale.
Una voce parzialmente fuori dal coro ci arriva dalla France Press, mentre la russa Itar Tass e la New China non riescono ad emergere da questo marasma.
Se l’informazione è una risorsa così come lo è l’economia, il fatto che le notizie (per esempio) della guerra all’Islam siano fornite da chi la guerra la promuove e la sostiene non è forse peggio di qualsiasi Inquisizione?

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