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4 novembre 2005

La “Prima volta” dell’ONU

Là dove non era riuscito a mettere piede nemmeno Cary Grant per “Intrigo Internazionale” nel ’59, ce l’ha fatta quasi quarantasei anni dopo Nicole KidLà dove non era riuscito a mettere piede nemmeno Cary Grant per “Intrigo Internazionale” nel ’59, ce l’ha fatta quasi quarantasei anni dopo Nicole Kidman. Il film “The Interpreter”, diretto da Sydney Pollack, uscito il 28 ottobre nelle sale italiane, è il primo ad avere come location il palazzo di vetro dell’ONU. Dal lunedì al venerdì era popolato dai delegati dei 191 paesi dell’ONU, mentre nei weekend ora occupato dalla troupe e dalle macchine da presa. Nei panni della protagonista Silvia Broome, una in forma Nicole Kidman, da poco nuovamente scossa per le vicende sentimentali dell’ex Tom Cruise. L’attrice australiana è un interprete delle Nazioni Unite che parla con disinvoltura sei lingue che è alle prese con un tentativo di attentato nei confronti di un Zuwanie, dittatore dell’immaginario stato africano del Matobo. Un giorno, infatti, intercetta una conversazione nel dialetto Ku, che lei conosce perfettamente dal momento che è cresciuta in Africa, nella quale si pianifica l’attentato al dittatore. Nel ruolo a metà fra persecutore e protettore c’è un tormentato Sen Penn, Oscar 2004 per “Mystic River”. Fra i due però non scatta la banale storia d’amore anche se si passa ad un livello di conoscenza molto profondo. Il thriller, nonostante abbia una trama interessante ed avvincente, in alcune parti è un po’ lento e forse per questo motivo non ha entusiasmato più di tanto il pubblico americano. Costato circa 80 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione Usa, ad aprile, ne ha incassati quasi 23, per poi fermarsi a quota 73.

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