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7 novembre 2005

Omaggio in forma di rosa a Pier Paolo Pasolini

Alle 3.00 della notte di sabato 5 novembre si è concluso il viaggio intrapreso una settimana prima lungo i “Percorsi Pasoliniani”. Il disperato sgua
Alle 3.00 della notte di sabato 5 novembre si è concluso il viaggio intrapreso una settimana prima lungo i “Percorsi Pasoliniani”. Il disperato sguardo di Anna Magnani ha chiuso, con “Mamma Roma”, la rassegna salernitana “Percorsi Pasoliniani”, inaugurata il 26 ottobre con delle proiezioni all’Università di Salerno e idealmente legata alla retrospettiva “Appunti Pasoliniani”, l’8 e 9 novembre al Palazzo delle Arti di Napoli.
Con quasi 1000 presenze durante le sei giornate della mostra di Pino Bertelli, 50 spettatori alle 3 proiezioni e altrettante ai seminari all’università, con il pienone del Salone dei Marmi a palazzo di città, la manifestazione ha regalato una viva soddisfazione agli organizzatori.
Il convegno del 5 dal titolo “Omaggio in forma di rosa”, ha offerto ai presenti un’ulteriore occasione di riflessione sulla figura eclettica e profetica di Pier Paolo Pasolini. L’attualità del suo pensiero è testimoniata dalla presenza transgenerazionale di ragazzi ed adulti delle più disparate età, una capacità di riuscire a raggiungere giovani e anziani, adulti e ragazzi.
Il sindaco Mario De Biase ha salutato i convenuti ed i relatori, aprendo il giro delle relazioni del pomeriggio. Ha descritto i passaggi con cui i “Percorsi Pasoliniani” sono arrivati a meritarsi il patrocinio del comune e, con una nota di colore, ha condiviso un ricordo del suo personale approccio al pensiero di Pasolini, sottolineandone l’influenza sulla sua generazione.
Dopo il sindaco, è stata la volta del consigliere Lorenzo Forte che ha annunciato l’assenza di due ospiti attesi: Marazzita, colto da influenza e la Alberti, vittima di un lutto in famiglia. Già Vattimo aveva dato forfait nella giornata precedente, causa impegni accademici torinesi. Dopo aver commentato la notizia con un diffuso brusio, la platea ha seguito i restanti relatori, a dimostrazione dell’interesse verso le vicende del poeta friulano, più che sulla presenza dei “vip”.
Il dr. Amendola, direttore scientifico della manifestazione, ha spiegato il senso dei Percorsi e degli Appunti Pasoliniani, le due iniziative che ha diretto. Ha parlato degli appuntamenti di Napoli ed ha fatto un breve resoconto delle giornate universitarie dedicate al Cinema, l’arte ed il tempo di Pasolini.
E’ stata quindi la volta di una toccante ed intensa declamazione di brani tratti da “Le Ceneri di Gramsci” da parte dell’attore Curzio Davide, molto ben accolta dal pubblico.
Nonostante alcuni problemi per il proiettore e per la ridotta dimensione dello schermo lamentati dal regista, è stato proiettato il cortometraggio “Ad Memoriam”, di Michele Schiavino, dedicato ad alcune pellicole pasoliniane ed ai loro set. Soffermandosi soprattutto sulle location di Matera, utilizzate per “Il Vangelo Secondo Matteo”, Schiavino ha intervistato dei testimoni alle riprese, alcune comparse ed il personale addetto ai lavori.
E’ stata poi la volta del fotografo Pino Bertelli che ha parlato della sua esperienza di amicizia con Pasolini, di come il regista l’abbia iniziato alla fotografia e l’abbia introdotto nel mondo dell’arte di strada. I soggetti prediletti da Bertelli sono spesso proprio quel “terzo mondo” cui Pasolini stesso guardava con profonda tristezza, quel terzo mondo che “cominciava già nelle borgate del sottoproletariato urbano”.
Il poeta Francesco Agresti, direttore del “Premio Poesia Pasolini” di Roma, ha invece illustrato le numerose attività che la città di Roma ha dedicato all’artista scomparso. Ha inoltre raccontato l’aneddoto di quando, nel ’61, incontrò senza saperlo “er Pasol”, con cui giocò un’estenuante partita di calcio. Solo successivamente venne a sapere chi fosse “quell’infaticabile driblatore” che gli faceva venir in mente Mazzola.
Ai dibattiti è seguita la proiezione nell’atrio augusteo di tre film di Pasolini, “Accattone”, il suo esordio nella settima arte, “Teorema” e “Mamma Roma”. Incuriositi dalle immagini, molti avventori della “movida” si sono seduti a guardare, alcuni per la prima volta, i film. Non tutti gli spettatori si sono dimostrati pronti a rinunciare alla serata di svago, ma un gruppo, non tanto sparuto, ha seguito per intero le proiezioni, fin quasi le 3.00. Continuo è però stato il via vai di persone alla mostra di Bertelli, i commenti ed il sostegno mostrato agli organizzatori.
“Un seguito insperato tributato alla manifestazione. E’ la prova che anche le proposte culturali possono avere successo nella nostra città”, sono state le entusiastiche parole dei ragazzi dell’associazione salernitana “Senza Periferie”, fra gli organizzatori dell’incontro del 5.
Lorenzo Forte ha concluso con il suo senso dell’Omaggio in forma di rosa: “Con questa manifestazione, abbiamo voluto guardare non il Pasolini che è stato, ma quello che sarà, il dono che il messaggio della sua opera riuscirà a dare alle future generazioni”.
“Pasolini era un uomo, che con la sua arte ha voluto parlare alla società” ha riflettuto Mario Bove, presidente dell’associazione universitaria “La Camera delle Immagini”. “Il rifiuto che la società ha opposto a Pasolini” ha continuato, “è stata la bestemmia più grande che gli si potesse rivolgere. La vostra presenza, così numerosa, qui, oggi, è il modo migliore per dire a Pier Paolo, grazie!”.

La manifestazione “Percorsi Pasoliniani” è stata promossa dall’Associazione Universitaria “La Camera delle Immagini”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Senza Periferie”, il dr. Alfonso Amendola della cattedra di Sociologia dei Processi Culturali di Scienze della Comunicazione di Salerno, il Comune di Salerno che ha patrocinato l’evento. I “Percorsi Pasoliniani” si inseriscono nel circuito nazionale delle manifestazioni per il trentennale della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, fra cui la rassegna collegata “Appunti Pasoliniani”, l’8 e 9 novembre al Palazzo delle Arti di Napoli.

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