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24 novembre 2005

“Prendi in casa uno studente”

Dopo la finanziaria, che taglia enormemente fondi alla ricerca e all’università, dopo la riforma Moratti, di cui tanto si è discusso, finalmente, di qDopo la finanziaria, che taglia enormemente fondi alla ricerca e all’università, dopo la riforma Moratti, di cui tanto si è discusso, finalmente, di questi tempi è davvero un evento, si può parlare di un’iniziativa a favore degli studenti.
Studiare all’università costa veramente tanto. Lo sanno molto bene i ragazzi che frequentano da fuori sede facoltà e corsi di laurea lontani da casa. Ci sono le tasse da pagare, bisogna comprare i libri e soprattutto un affitto che giorno dopo giorno ha la capacità di prosciugare il già martoriato conto in banca dei genitori.
Da qualche mese, però, in alcune università italiane si sta sperimentando un nuovo progetto che, nei prossimi anni, potrebbe stravolgere il mercato degli affitti universitari; quello di dare la possibilità a studenti fuori sede di alloggiare, gratuitamente, presso abitazioni di persone anziane, in cambio di un po’ di compagnia e qualche lavoretto domestico.
Il progetto nato con il nome di “Prendi in casa uno studente”, a Milano, Como e Piacenza è già una realtà consolidata, dove molti ragazzi hanno potuto godere dell’ospitalità dei “nonni” acquisiti. In queste settimane l’iniziativa sta approdando anche a Roma e Viterbo, ma visto l’enorme successo, altre città e altre università, si stanno organizzando per aderire a quest’iniziativa.
Per adottare ed essere adottati, gli studenti e gli anziani prima di dare inizio alla convivenza, devono superare una selezione fatta di test e colloqui psico-attitudinali, che hanno il compito di saggiare la predisposizione al dialogo. Superata questa fase, si passa all’assegnazione delle coppie in base ad una graduatoria, e dopo questo procedimento, gli anziani e gli studenti possono cominciare la convivenza, che, in ogni caso, non può essere superiore ai 10 anni.

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