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16 novembre 2005

Scienza e Bibbia Borso d’Este

tornerà a far parlare di sé attraverso storici dell’arte e, per la prima volta, ricercatori chimici che hanno esaminato i tornerà a far parlare di sé attraverso storici dell’arte e, per la prima volta, ricercatori chimici che hanno esaminato i preziosi materiali con cui è stata realizzata.
L’occasione è fornita dalla giornata di studi “Chemya Colorum Bibliae – La Bibbia di Borso d’Este indagata con nuove metodologie scientifiche”, organizzata dal Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dalla Biblioteca Estense Universitaria, in programma venerdì 18 Novembre, con inizio alle ore 9,00 nella prestigiosa ambientazione dell’Aula Magna dell’Accademia Militare di Modena.
Per l’occasione la Casa Editrice Franco Cosimo Panini metterà a disposizione per la consultazione del pubblico un esemplare in fac-simile della Bibbia. La “Bibbia bèla” (così come era chiamata dalla corte estense), quindi, anche se in copia, “torna a casa”, cioè in quel Palazzo Ducale dove aveva avuto sede, quasi ininterrottamente, per 250 anni.
Il convegno, aperto a studiosi e alla cittadinanza, vedrà la partecipazione di noti docenti della nostra e di altre Università italiane, fra cui Napoli, Pisa, Padova e Roma, e sarà introdotto dagli interventi del Direttore del Dipartimento di Chimica prof. Marco Sola, del Direttore della Biblioteca Estense Dr. Aurelio Aghemo, del Comandante dell’Accademia Militare Gen. D. Francesco Tarricone e del Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani.
All’iniziativa hanno assicurato il proprio patrocinio il Comune di Modena, la Provincia di Modena, la Società Chimica Italiana, la Camera di Commercio, Industria ed Artigianato di Modena, l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti e Società dei Naturalisti e Matematici di Modena.
La giornata si articolerà in sezioni tematiche dedicate alle vicende storiche di questo straordinario codice, al contesto dell’arte pittorica rinascimentale ferrarese in cui esso si colloca quale capolavoro indiscusso, all’iconologia animale e vegetale ed alla simbologia dei soggetti e dei colori che conferiscono alla Bibbia di Borso un fascino ineguagliato e riconosciuto a livello mondiale. La novità di questo evento è costituita dalla presenza di una sezione squisitamente scientifica, in cui verranno illustrati, in un modo comprensibile a tutti, i principali risultati degli studi condotti sulla Bibbia attraverso moderne tecniche di indagine chimica.
I dati ottenuti sulla composizione dei materiali si sono rivelati fondamentali per individuare le provenienze delle preziose sostanze utilizzate e chiarire aspetti delle tecniche pittoriche. Queste informazioni sono utili per individuare le dei diversi artisti di area ferrarese che hanno lavorato all’opera e ricostruire su solide basi i canali di reperimento dei materiali e la rete di collaborazioni che hanno portato alla realizzazione del .
Commenti
Dr.ssa Paola di Pietro Lombardi, responsabile del settore Manoscritti Antichi della Biblioteca estense: “Per la prima volta un approccio diverso al notissimo cimelio conservato dalla Biblioteca Estense Universitaria. Il commentario all’edizione in facsimile della Bibbia di Borso, uscito nel 1997, ha riunito gli studi più aggiornati in campo storico-artistico, ora gli interventi di questa giornata vogliono aggiungere un’angolazione di studio nuova e testimoniare come gli interessi umanistici e quelli scientifici possano essere strettamente legati”.
Prof. Marco Sola, Direttore del Dipartimento di Chimica: “Coniugare arte e scienza è appassionante. Solo apparentemente i linguaggi sono diversi. Lavorando insieme si percepisce un forte senso di complementarità. Aumenta la curiosità reciproca e tutto diventa molto stimolante. Questa giornata costituisce un’occasione importante per mettere in luce il contributo che la Chimica è in grado di dare alla conoscenza e alla conservazione dei beni artistici. Mi auguro che questa iniziativa contribuisca a migliorare la percezione di questa scienza da parte dell’opinione pubblica, spesso viziata da luoghi comuni e orientare verso di essa l’interesse dei giovani”.
Prof. Pietro Baraldi, professore associato di Chimica dei Beni Culturali e dell’Ambiente del nostro Ateneo: “Attraverso l’applicazione di tecniche che sfruttano l’interazione della materia con radiazioni, dall’infrarossa ai raggi X a bassa potenza, che inducono vibrazioni molecolari e transizioni elettroniche, è possibile individuare in modo sicuro i materiali inorganici (minerali) e organici (pigmenti animali e vegetali) costituenti dei colori utilizzati per le miniature. Il tutto senza arrecare danno alcuno al prezioso libro.”
La storia
La Bibbia, voluta dal Duca Borso per esaltare magnificenza della Casa d’Este e realizzata tra il 1455 e il 1461 da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, con la collaborazione di altri miniaturisti ferraresi, consta di circa 600 fogli miniati nel recto e verso, raccolti in due preziosi volumi. Utilizza per quei tempi un linguaggio moderno, superando gli stilemi tardo-gotici e facendo proprie le novità del Rinascimento toscano e della pittura fiamminga. La fantasmagoria di fregi e le innumerevoli miniature di raffinata eleganza, accompagnate da imprese ed emblemi degli Estensi, ne fanno un capolavoro senza paragoni. La Bibbia di Borso giunge a Modena nel 1598 con la Corte Estense trasferitasi da Ferrara, a seguito della devoluzione di quest’ultima al papato. Rimase ai signori d’Este e ne condivise le vicende nei tre secoli successivi, fino a quando l’ultima proprietaria, la principessa Zita d’Asburgo non la mise in vendita presso un antiquario parigino. Fu acquistata nel 1923 dall’industriale tessile Giovanni Treccani (in seguito fondatore dell’Istituto Giovanni Treccani per la pubblicazione della Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti) per l’astronomica cifra di 5 milioni di lire e donata allo Stato Italiano. La Bibbia di Borso ritornò pertanto a Modena (non senza recriminazioni da parte di Roma e Ferrara) e da allora è gelosamente custodita presso la Biblioteca Estense di Modena.

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