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11 novembre 2005

Scuole di teatro: consigli per l’uso

La popolarità è uno dei valori assoluti della società in cui viviamo: in un suo noto monologo (intitolato appunto “il successo”) Giorgio Gaber sorrideLa popolarità è uno dei valori assoluti della società in cui viviamo: in un suo noto monologo (intitolato appunto “il successo”) Giorgio Gaber sorrideva di questa umanità pronta a tutto pur di essere protagonista di un passaggio televisivo. Su questa ambizione fanno leva i sedicenti pedagoghi teatrali (ma nella maggioranza dei casi si tratta di attori o registi falliti) che affollano le inserzioni pubblicitarie. I corridoi dell’Ateneo salernitano non fanno eccezione, con le bacheche piene di volantini che promettono agli studenti una formazione teatrale di alto profilo a prezzi accessibili. Nella maggioranza dei casi le promesse resteranno chimere: ad un prezzo medio che si aggira tra i 50 e gli 80 euro, il nostro aspirante attore riceverà una infarinatura di dizione e sarà buttato su un palco a declamare poesie. I grandi attori vengono scomodati a scopi meramente pubblicitari: e di volta in volta, i sedicenti discepoli dei grandi maestri (che sia Gassman o Albertazzi, un nome noto ci vuole!) assicurano agli aspiranti che potranno entrare a far parte della tradizione dei mattatori italiani. Alcuni consigli a chi vuole intraprendere un percorso davvero formativo e che garantisca lo sviluppo delle capacità personali: 1- L’informazione è la chiave di una scelta corretta. Cercate prima di tutto di capire a cosa siete interessati: teatro di tradizione o avanguardia sperimentale? 2- Piuttosto che seguire un solo corso, scegliete ogni anno i laboratori e i seminari che più vi interessano. In questo modo, avendo a che fare con più fonti, imparerete a distinguere tra i veri maestri e quelli che non hanno nulla da insegnare. 3- Cercate di vedere gli allestimenti di coloro che aspirano a formarvi: così sceglierete lo stile teatrale che sentite più vicino.

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