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14 novembre 2005

Unisa: Ciclo di Conferenze: Medioevo mediterraneo, Medioevo europeo

Prossimo appuntamento
23 novembre 2005 – ore 18.30
Sala degli Stemmi, Curia Arcivescovile, via Roberto il Guiscardo, Salerno.

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23 novembre 2005 – ore 18.30
Sala degli Stemmi, Curia Arcivescovile, via Roberto il Guiscardo, Salerno.
“Medioevo mediterraneo, Medioevo europeo” è il titolo del ciclo di conferenze finalizzato ad offrire uno spaccato sulla ricerca storico-artistica più recente in merito al Mediterraneo quale luogo di convergenza di culture e al contempo del loro irraggiamento.
La serie di conferenze tenterà di attirare l’attenzione di un pubblico ampio e di varia formazione su argomenti molto vari.
Ha aperto la serie il 19 Ottobre l’intervento di Maria Giulia Aurigemma dell’Università di Parma, che ha dedicato anni allo studio del soffitto della cattedrale di Cefalù, dove Ruggero II nel 1130 circa convocò, oltre alle locali manovalanze arabo-sicule, mosaicisti da Bisanzio e pittori dall’Egitto fatimida. Quindi il 26 Ottobre Antonio Milone, formatosi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ed esperto di scultura romanica, ha presentato il tema affascinante della diffusione dei linguaggi artistici lungo le vie più frequentate nel corso del Medioevo, quelle che da più punti d’Occidente convergevano verso il santuario di Santiago de Compostela, secondo soltanto a Roma e Gerusalemme.
Il 9 Novembre, ha preso la parola Gerhard Wolf, studioso di fama internazionale e di straordinaria apertura culturale, attuale Direttore del Kunsthistorisches Institut della Max-Planck-Gesellschaft a Firenze. Studioso del culto delle immagini e dell’arte in genere tra tarda Antichità e Medioevo nel mondo mediterraneo, è impegnato attualmente a promuovere l’istituzione di un Centro di Studi Internazionale sull’Arte nel Mediterraneo. E’ venuto a Salerno a porgere un messaggio di apertura culturale al di là dell’orizzonte europeo. Egli ha affrontato il tema del viaggio di oggetti nell’arte medievale, come ad esempio la famosa reliquia del Mandylion, il panno su cui si era impresso il volto di Cristo, che nel corso dei secoli venne portato da Gerusalemme ad Edessa, da lì a Costantinopoli, a Genova e forse a Parigi.
Il 23 Novembre di nuovo Antonio Milone tratterà di alcuni scultori dell’Italia del XII secolo, la cui fama nel lavorare il pregiatissimo bronzo li portò a operare per cantieri molto distanti tra loro, quali Pisa, Monreale, Ravello, Trani.
La Repubbica Marinara di Pisa tornerà nella conferenza del 30 Novembre di Henrike Haug, dottoranda e di ricerca e assistente presso il Kunsthistorisches Institut di Firenze, la quale si occupa di arte, politica e gusto per le antichità.
Il 7 Dicembre Rebecca Müller dell’Università di Amburgo tratterà di una reliquia legata pure alla figura di Cristo, il Sacro Catino dell’Ultima Cena conservato presso la cattedrale di Genova. Tra gli oggetti “viaggianti” nel Medioevo, il „Sacro Catino“, conservato nel Tesoro di S. Lorenzo a Genova, è certamente uno dei meglio documentati, ma nello stesso tempo anche uno dei più misteriosi. Studi recenti hanno fornito una ampia raccolta delle fonti che dimostrano che questa grande scodella di vetro verde sin dalla fine del dodicesimo secolo ha suscitato l’interesse non solo dei viaggiatori, ma anche degli storici, degli artisti e – in tempi moderni – degli studiosi di scienze naturali. Sembra però che sia stato sottovalutato il fatto che questo oggetto, creduto di smeraldo e quindi preziossisimo, prima era un bottino di guerra e in quanto tale fu presentato dai Genovesi “quasi pro miraculo” (Guglielmo di Tiro). Solo nella seconda metà del Duecento, sopratutto da Jacopo da Varagine, sarà rivendicato come il piatto usato da Gesu Cristo durante l’Ultima Cena. La relazione qui proposta vuole indagare la ricezione del “Sacro Catino” tra bottino di guerra e reliquia, e con questo anche il “divenire” di una reliqua e le strategie di affermazione. Sarà attribuita importanza anche ai confronti con oggetti tesaurizzati in altri città per precisare e meglio valutare il significato di questo oggetto affascinante.
Il nuovo anno si aprirà con la conferenza del 18 Gennaio di Sandra Baragli, archeologa e storica dell’arte formatasi a Firenze, che ha indagato l’organizzazione dei cantieri nel Medioevo tra Europa continentale e mediterranea, dove maestranze di ogni dove si incrociavano nell’applicare le loro specifiche competenze.
Il 1 Febbraio Fabrizio Crivello dell’Università di Torino affronta il tema della circolazione dei manoscritti miniati al di qua e al di là delle Alpi nell’età carolingia, dopo che Carlo Magno aveva racchiuso buona parte dell’Europa continentale e della Penisola Italiana in un unico organismo politico.
Il 22 Febbraio riporteranno alla circolazione mediterranea di materiali, tecniche e stili gli avori del Museo Diocesano di Salerno, sui quali anni di studio sono stati spesi da Antonio Braca, storico dell’arte della Soprintendenza ai Monumenti di Salerno.
Il ciclo troverà la sua conclusione con l’intervento del 15 Marzo di Chiara Piccinini dell’Università di Bordeaux, la quale si è formata tra Firenze, Pisa e Poitiers nella ricerca sulla scultura gotica.

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