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8 novembre 2005

Università di Modena e Reggio Emilia

Aperte le porte dell’ Università per un gruppo di detenuti.
Alla presenza di autorità cittadine ed accademiche, del Rettore dell’Università degliAperte le porte dell’ Università per un gruppo di detenuti.
Alla presenza di autorità cittadine ed accademiche, del Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani e del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia dott. Giovanni Tinebra è stata firmata una Convenzione grazie alla quale i detenuti della Casa Circondariale di Reggio Emilia potranno frequentare nella modalità a distanza, all’interno del penitenziario, i corsi per il conseguimento della laurea Triennale in Comunicazione e Marketing.

“Distinguerci anche in questa esperienza, che porta la cultura accademica all’interno di un penitenziario, – ha commentato il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – è un ulteriore segno della vivacità e dell’impegno con cui ci sforziamo di interpretare quotidianamente la nostra missione di educatori e di formatori. Abbiamo, infatti, la consapevolezza che l’obiettivo di chi ha affidato il compito di preparare figure professionali competenti e di esperti per soddisfare le richieste del sistema socio-economico è quello di operare, senza discriminazioni, per l’inclusione delle persone, siano esse giovani o adulti con particolari difficoltà o svantaggiati. Non siamo nuovi ad esserci definiti traguardi tanto ambiziosi, che testimoniano della nostra apertura alle sfide ed alle esperienze più innovative. Oggi guardiamo al mondo delle carceri per dare ai reclusi un’opportunità di integrazione sociale, ma da già da tempo abbiamo avviato iniziative pilota in Italia anche per quanto riguarda il variegato mondo dell’handicap, dove abbiamo l’orgoglio di avere portato con successo alla laurea alcune persone diversamente abili. Ringrazio la Direzione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di aver creduto nella bontà e qualità della nostra offerta di collaborazione e, soprattutto, per la prontezza e sensibilità con cui ha colto il significato di questo progetto”.

La collaborazione tra i due Enti, volta alla rieducazione dei reclusi mediante attività formative, nasce sulla scia di una presenza consolidata del mondo universitario nel carcere di Reggio Emilia, già protagonista di un’esperienza didattica nata per iniziativa del prof. Alberto Melloni e rivolta ai detenuti magrebini.

“Iniziative come queste ci confermano che il carcere è luogo di sperimentazione, promotore di percorsi di qualità e di speranza che danno un senso al tempo della detenzione – ha commentato il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tinebra -. A trent’anni dall’emanazione, la Riforma del 1975 conserva l’attualità dei principi indicati dall’articolo 27 della Costituzione, punto di partenza più alto e inderogabile che dà senso al nostro agire e al nostro impegno quotidiano. Il valore della solidarietà, il fine del reinserimento sociale delle persone condannate, la sicurezza dei cittadini sono obiettivi raggiungibili solo se condivisi dalle istituzioni, dalla società civile, dal volontariato, ognuno secondo le proprie competenze e responsabilità. Il protocollo per il polo universitario che oggi sottoscriviamo è l’espressione più autentica dell’integrazione tra carcere e società. E’ un atto concreto che guarda al carcere come luogo di opportunità per quelle persone che hanno scelto di intraprendere un percorso nuovo, scelta che assume un valore esistenziale forte, perchè indica la responsabilità di un progetto di vita libero e consapevole. I poli universitari negli istituti penitenziari indicano il superamento del carattere assistenziale del carcere a favore di un carcere che considera i detenuti cittadini ai quali offrire pari opportunità nel campo dei diritti sociali”.

Il progetto, primo esperimento in Italia, si avvale del sistema di formazione a distanza che si regge sulla piattaforma elaborata dal Centro e-learning d’Ateneo, che ha sede presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Opportunamente adeguato alle esigenze dell’Amministrazione Penitenziaria, esso consentirà di seguire le lezioni in videoconferenza, attraverso l’innovativa soluzione di un collegamento informatico a circuito chiuso, tra l’Università e le aule multimediali realizzate presso l’Istituto di pena.

Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha allestito, infatti, all’interno della Casa Circondariale di Reggio Emilia tre aule con 18 postazioni telematiche, attrezzate con materiali e tecnologie all’avanguardia e collegate, attraverso linee dati ad alta velocità, con la rete dell’Ateneo.

Speciali sistemi di connettività e di sicurezza informatica, garantiti dalla gestione di Telecom Italia, che si è prodigata come sponsor e partner dell’iniziativa, permetteranno di realizzare, oltre alle videoconferenze, anche il trasferimento files per i materiali didattici e di esame e l’interazione a distanza con docenti e tutors del corso di laurea.

Per ora sono venti i detenuti, selezionati a livello nazionale sulla base di precisi criteri, che potranno fruire del progetto. La flessibilità delle soluzioni tecnologiche adottate prevede – d’altra parte – la possibilità di coinvolgere in futuro altre facoltà dell’Ateneo e nuovi studenti, non solo detenuti, ma anche personale dell’Amministrazione Penitenziaria.

Oltre a tutto questo la Convenzione prevede l’organizzazione di interventi culturali da parte di docenti a favore dei detenuti e l’accoglimento all’interno del carcere di studenti e laureati per lo svolgimento di tirocini didattici dei corsi delle facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia, di Scienze della Formazione e di Ingegneria di Reggio Emilia.

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