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30 dicembre 2005

Capodanno… sì; ma quale???

Tra pochi giorni (anzi tra poche ore, potrei dire) è Capodanno.
Ma quale Capodanno?
Ovvio: per chi, come noi, è cresciuto con la convinzionTra pochi giorni (anzi tra poche ore, potrei dire) è Capodanno.
Ma quale Capodanno?
Ovvio: per chi, come noi, è cresciuto con la convinzione che il mondo gli gira intorno, con la certezza assoluta di far parte di una civiltà, che si arroga il diritto di essere la stessa unità di misura con cui misurare l’intero universo, non è certo difficile rispondere.
Capodanno, il primo dell’anno, è il 1 gennaio.
Semplice, no?
Ebbene, invece non è poi tanto semplice come si può pensare.
Al mondo esistono un’infinità di culture diverse, più o meno note, con le loro usanze, il loro credo e, perchè no, i propri personalissimi parametri per la misurazione del tempo.
Perchè il calendario, festività comprese, anche se difficilmente riusciremo a convincer di ciò il professore o il capo-ufficio di turno, è assolutamente relativo.
Se vi capita di passare per il Montenegro, scoprirete che i festeggiamenti per la fine dell’anno, sono dilazionati di 14 giorni rispetto a noi: non si tratta d’altro che del Capodanno Ortodosso.
A Podgorica (capitale del Montenegro), la notte del 14 gennaio, a mezzanotte, come vuole la tradizione, ci si reca al monastero e si accendono alcune candele ai santi, dopo aver danzato e bevuto fiumi di rakja (lo “strizzabudella” locale).
Qualora invece vi andasse di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo, un po’ più lontano, per esempio in quel della Cina, beh… lasciate perdere, almeno per il momento, perchè non vi basterebbero tutte le ferie accumulate da mesi: laggiù il Capodanno cade nel periodo tra il 21 gennaio ed il 20 febbraio (del calendario occidentale); coincide con l’inizio del calendario lunare: è infatti il giorno della seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno.
Il Capodanno in Cina è seguito dall’inizio della Primavera ed è perciò chiamato anche Festa di Primavera, un evento meraviglioso, contrassegnato dalla rinnovata fertilità della terra.
Una particolarità della ricorrenza cinese, è che, già da tempi antichissimi, nella vecchia Cina, in occasione del Capodanno si preparava in anticipo cibo sufficiente per durare diversi giorni e per soddisfare sia gli uomini che gli dei; per far sì che nessun coltello o altro oggetto affilato dovesse essere usato nei primi giorni dell’anno nuovo, per timore che la buona fortuna potesse venire corrotta.
Assai differente è invece il Capodanno Islamico, chiamato Ras as-Sana: che corrisponde al primo giorno di Muharram, primo mese del calendario musulmano, ossia verso la fine dell’inverno (secondo il calendario Gregoriano).
Infatti, presso gli Islamici, questa festività non ha particolari celebrazioni o riti, eccetto la tradizione di utilizzare prevalentemente ingredienti dal colore verde, per la preparazione dei piatti.
Tuttavia, pur non essendo molto sentita dai musulmani, come ad esempio l’Eid al-Fitr (giorno in cui si festeggia la fine del Ramadan), questa ricorrenza rappresenta comunque un occasione di raccoglimento e di riflessione, oltre che di allegria da condividere, con parenti ed amici, davanti ad un buon piatto di cous-cous, agnello, pinoli e datteri.
Nello stesso periodo in cui cade quello Islamico, arriva anche il Capodanno Persiano (o Iraniano), chiamato anche NowRuz (letteralmente il “nuovo giorno”), che, secondo una tradizione che risale ai tempi di Zarathustra, coincide con l’equinozio di primavera, ossia tra il 20 ed il 21 Marzo.
La festa del NowRuz dura ben 13 giorni, durante i quali tutte le attività lavorative vengono sospese e le scuole restano chiuse.
E’ singolare constatare che, come dalle nostre parti, anche secondo la tradizione persiana, nell’accogliere il nuovo anno, la gente abbia l’usanza di gettare via le cose vecchie che non servono più!!!
Il 21 Marzo è anche il giorno in cui ricorre il Capodanno Curdo, o Festa di Nawroz (anche qui, “nuovo giorno”).
In questo giorno, il popolo curdo ricorda l’indipendenza dalla tirannia assira (terminata nel 612 a.C.), ad opera del mitico eroe Kawa, e festeggia, accendendo fuochi, come simbolo di libertà e di vittoria.
Continuando il nostro singolare excursus, arriviamo nell’India del nord, dove il Capodanno si chiama Diwali (la Festa delle Luci) e si celebra ogni anno tra Ottobre e Novembre, a seconda del calendario lunare.
Si festeggia il ricordo del leggendario re Rama, che tornò a Koshala, dopo aver sconfitto ed ucciso in guerra il re-demone Ravana.
Il rientro trionfale di Rama fu accolto da due ali di folla che festeggiarono con lampade ad olio: da qui venne il nome di Festa delle Luci.
Nel giorno in cui cade il cosiddetto Capodanno Induista si fa festa anche nell’India del sud, dove nondimeno si segue un calendario differente; pertanto questa festività assume un altro significato, sempre religioso, ovvero l’uccisione del demone Narakasura da parte del dio Krishna.
Il Capodanno Copto, a sua volta, cade il 1 Meskerem (che corrisponde al nostro 11 Settembre), primo mese secondo il calendario Copto, costituito da 12 mesi di 30 giorni ciascuno, seguito da un periodo di 5 giorni.
Per concludere, non dimentichiamoci del Capodanno Ebraico, forse il più complesso di tutti, che segue il calendario più antico tra quelli tuttora in uso (discende addirittura dal calendario Babilonese!!!).
Secondo questo calendario esistono difatti ben 3 occorrenze di Capodanno, ognuna con un significato diverso.
Il Capodanno più simile a quello occidentale può essere identificato con la festa di Rosh haShana, che cade
nel primo giorno del mese di Tishrì ed introduce ai dieci giorni penitenziali che precedono lo Yom Kippur: una specie di “Giorno del Giudizio” che diviene definitivo nel Giorno dell’Espiazione: un’occasione che ci viene offerta di fare un profondo esame di coscienza e di ravvederci.
Esiste poi un secondo Capodanno, che cade il 15 di Shevat, detto anche Capodanno degli Alberi (Tu BiShvat), che si riallaccia all’anno agricolo.
Per finire, il terzo Capodanno, che cade nel primo giorno del mese Nissan, la Festa della Libertà o Pesach (detta anche Pasqua ebraica), in cui viene ricordata l’uscita del popolo israelita dall’Egitto, e la conseguente nascita di una coscienza religiosa ebraica.
Ed eccoci tornati nuovamente qui, dunque, a farci gli auguri di buon anno, già sazi dei pranzi e delle cene natalizie, ma ancora ben disposti ad affrontare il cenone di Capodanno.
Quest’anno, ricordiamoci che il mondo non gira intorno a noi e che il Capodanno che stiamo per festeggiare, armati di lenticchie e cotechino, non è nulla di più del cosiddetto Capodanno Occidentale… per cui, teniamoci pronti a festeggiare tutti i prossimi Capodanno sopra citati, insieme agli amici di tutto il mondo!!!

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