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28 dicembre 2005

L’ Università di Parma e la ricerca sui “neuroni-mirror”

Le basi della scoperta nascono da uno studio compiuto nel 1995 dal Professor Giacomo Rizzolatti del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degliLe basi della scoperta nascono da uno studio compiuto nel 1995 dal Professor Giacomo Rizzolatti del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Parma.

Il settimanale inglese “TheEconomist” ritiene che una delle principali scoperte scientifiche di cui si parlerà nel 2006 saranno i “neuroni-mirror”. Come ogni dicembre la prestigiosa pubblicazione dedica una edizione speciale alle previsioni delle tendenze politiche, economiche e culturali dell’anno successivo.
Per quanto riguarda il mondo scientifico, l’Economist prevede che il prossimo anno potrà registrare importanti scoperte nel campo delle neuroscienze in grado di svelare alcuni dei misteri che rendono gli essere umani “così speciali”.
L’autore dell’articolo, Alun Anderson, ricorda che la scoperta dei “neuroni-mirror” nasce da una “semplice ma sorprendente osservazione” compiuta nel 1995 nel corso delle ricerche condotte nel laboratorio dell’Università di Parma diretto dal Professor Giacomo Rizzolatti.
Registrando l’attività elettrica delle cellule cerebrali nella corteccia premotoria di scimmie, il gruppo di ricerca italiano ha scoperto che la stessa parte del cervello che si attiva nel pianificare il movimento si attiva anche nel vedere un altro individuo compiere la stessa azione.
L’Economist mette in evidenza le numerose implicazioni che questa scoperta può avere nella comprensione del comportamento umano. Gli scienziati italiani potrebbero essere arrivati ad individuare il meccanismo cerebrale che ci consente di comprendere le azioni degli altri, di intuire le loro intenzioni ed anche di essere profondamente coinvolti, come spettatori, in attività compiute da altri come una partita di calcio o una esibizione di ballo. Inoltre la scoperta compiuta nel laboratorio di Parma suggerisce che l’origine del linguaggio sia nel gesto e non nel discorso.
Per il settimanale britannico una delle ragioni per cui nel corso del prossimo anno sentiremo parlare dei “neuroni-mirror” è che, partendo da questa scoperta, nuove ricerche permetteranno di collegare questi neuroni alla comprensione dell’autismo ed al suo trattamento.
L’impatto che le ricerche del gruppo del Prof. Rizzolatti stanno avendo sulla comunità scientifica mondiale sono evidenziate dall’Economist attraverso un dato particolarmente significativo: negli ultimi due anni il numero di pubblicazioni che citano i “neuroni-mirror” è aumentato dell’800%. Non sono solo i neuroscienziati ad interessarsene ma anche psicologi, linguisti, biologi, filosofi e persino costruttori di robot, per i quali lo studio delle proprietà di questi neuroni può aiutare a costruire robot “più umani”.
Brunella Marchione

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