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29 dicembre 2005

La svolta Italiana

Sulle principali testate giornalistiche italiane finalmente si grida ciò che per mesi si è detto timidamente e sottovoce.
Il tutto è iniziato pSulle principali testate giornalistiche italiane finalmente si grida ciò che per mesi si è detto timidamente e sottovoce.
Il tutto è iniziato per caso, come una storia d’amore che scorre lungo il filo di un telefono e poi ufficializzato da uno dei più autorevoli giornali Il Sole 24.
Siamo alla seconda mani pulite o questa volta i furfanti italiani riusciranno a cavarsela?
Piccolo break sulla scena politica di casa Italia benché in molti casi questa parola sembra davvero grossa per definire pochi politicanti.
Gli scandali sembrano avere una regolarità interna alla nostra nazione, ogni dieci anni circa l’Italia deve andare al bagno col mal di pancia, deve espungere le sostanze velenose, gli acidi che gli si formano all’interno corrodendone gli intestini.
I nomi si conoscono già da tempo, Consorte, Gnutti, Fiorani, una melanzana di nome Fazio, e che di re degli immobiliaristi (papponi), ma andando un po’ indietro nel tempo sicuramente ci ricorderemo dei Banchieri di Dio, i signori che giocavano a fare i Finanzieri, e che hanno svaligiato i risparmiatori mentre sicuri guardavano Don Matteo alla TV. (E’ capitata persino mia nonna, che, da brava donna del sud, stava per riempire la faccia di ceffoni all’esile direttore della Banca del Salento, un’istituzione per mio paese, vergognateVi… gridava dando del Voi ad un vero pezzo di…).
La politica certamente è la colpevole di tutto, mi sembra ovvio, se al posto di una legge sul risparmio viene fatta la Devolution, la Bossi-Fini o il Proporzionale c’è qualcosa che non funziona bene. I ritardi legislativi, palesano in modo ancora più forte il legame che esiste tra la (politica-mafia e governo-economia, un’equazione che meriterebbe una soluzione).
Mi rendo conto ben presto che la politica italiana è fatta dai personaggi che sono sfuggiti a mani pulite, sono sempre loro, i giovani politici rimangono fuori, la nostra è una (POLITICA PROLETARIA) che merita una svolta, che parrebbe non arrivare neanche per i prossimi 5 anni.

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