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1 dicembre 2005

Modena e Reggio Emilia: Open Source nella Pubblica Amministrazione

Il software libero è avviato ad occupare un ruolo di primo piano nella nostra vita quotidiana, ed è destinato a cambiare in maniera profonda la soci
Il software libero è avviato ad occupare un ruolo di primo piano nella nostra vita quotidiana, ed è destinato a cambiare in maniera profonda la società dell’informazione. Molte applicazioni Open Source sono in fortissima espansione e tutto lascia supporre che tale crescita continuerà nel prossimo futuro, anche grazie ai loro vantaggi tecnici ed economici.

Ad oggi, il software libero è ampiamente diffuso in ambito accademico, fra gli appassionati di informatica e si sta rivelando un’alternativa molto apprezzata anche in ambito industriale, soprattutto grazie ai sistemi Linux, ai servizi Internet e alle crescenti necessità di sicurezza. Rispetto ad analoghi sistemi proprietari, le applicazioni Open Source sono del tutto svincolate da costi relativi alle licenze, ma ciò non significa che siano libere da ogni onere. Il loro uso richiede, infatti, una buona professionalità nel campo del software e dei sistemi informatici.

Alla diffusione del software Open Source, soprattutto ai potenziali campi di applicazione che si aprono nell’ambito della Pubblica Amministrazione, è dedicato un convegno che si svolge nella giornata di lunedì 5 dicembre 2005, a partire dalle ore 9,00, presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria (via Vignolese 905) a Modena, patrocinato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dal Comune di Modena e dalla Provincia di Modena, intitolato “Applicazioni Open Source: Un’alternativa concreta per la Pubblica Amministrazione?”.

“Molti specialisti ICT – spiega il prof. Michele Colajanni, Presidente del Corso di laurea in Scienze dell’Informazione all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – sono certi della migliore robustezza ed affidabilità di molte applicazioni Open Source rispetto a quelle proprietarie. Basti pensare che il 70% dei siti Web mondiali è realizzato mediante tecnologie Open Source. Se la Pubblica Amministrazione Locale e le istituzioni ad essa assimilabili (Ausl, Municipalizzate, Camera di Commercio e la stessa Università) iniziassero, dopo un adeguato studio di fattibilità, una sperimentazione ed un programma di formazione su queste tematiche, sarebbe possibile definire un piano di migrazione degli elementi principali del sistema informativo verso applicazioni Open Source con consistenti vantaggi economici, prestazionali e di sicurezza”.

Diverse iniziative in tal senso, oggetto di specifiche comunicazioni nel corso del seminario modenese, sono state attivate da alcune realtà della Pubblica Amministrazione Centrale e sono allo studio da parte del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA).

Ne parleranno, dopo il saluto del Pro Rettore per la sede di Modena dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Rodolfo Cecchi, il dott. Vittorio Pagani, Responsabile dell’Osservatorio Open Source del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), il prof. Salvatore Tucci dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Direttore dell’Ufficio Informatica e Telematica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’ing. Gianni Vota (Sun), il dott. Marco Colli (Strhold), il dott. Daniele Galantini (Provincia di Modena), il dott. Giampiero Calmieri (Comune di Modena), il dott. Paolo Picchi (Provincia di Pisa) e il dott. Dimitri Tartari (CRC Emilia-Romagna). I lavori saranno coordinati dagli organizzatori del convegno: prof. Michele Colajanni (Univ. di Modena e Reggio Emilia) e ing. Enrico Frache (NET Consulting).

L’utilizzo delle soluzioni Open Source – a detta degli esperti – presenta almeno tre vantaggi: poter comprendere il contenuto del software e, avendo adeguate competenze, poterlo adattare alle proprie esigenze, fornire una soluzione “indipendente” dal marketing del fornitore e, non essendo obbligati a pagare le onerose licenze del software proprietario, poter investire sulla qualità e la personalizzazione.

“Quest’ultimo fattore – aggiunge il prof. Colajanni – dovrebbe sollecitare l’immediata attenzione e l’interesse degli amministratori. Infatti, con una parte dei risparmi generati da un piano di migrazione verso l’Open Source, sarebbe possibile attivare e sostenere un numero importante di posti di lavoro a professionalità elevata, da dedicare inizialmente agli sviluppi e personalizzazione del software Open Source, ma con lo scopo ultimo di innescare un circolo virtuoso nella direzione di un distretto industriale dedicato all’alta tecnologia ICT”.

La proposta che viene avanzata dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia mira, dunque, a realizzare un ecosistema formato da almeno due strumenti:
• un Centro di competenza sull’open source, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, denominato Open Source Academy, che sia in grado di rispondere con tempestività, indipendenza ed autorevolezza alle richieste di integrazione e di sviluppo software, oltre a svolgere il ruolo istituzionale di formazione ad alto livello e di divulgazione scientifica;
• una rete di laboratori per la verifica delle soluzioni e configurazioni, possibilmente presso aziende disponibili alla sperimentazione ed all’investimento culturale nell’Open Source.

“Con questi strumenti operativi, – commenta il prof. Colajanni – si è convinti di poter dare inizio al processo di cambiamento della mappa del software presso i sistemi informativi della Pubblica Amministrazione Locale e del mercato aziendale. Col seminario, gli enti che hanno patrocinato l’iniziativa, insieme con gli sponsor, intendono far riflettere gli intervenuti su una proposta tecnologica che ormai appare come un’opportunità ed un’alternativa tecnologica matura”.

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