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24 dicembre 2005

Sceneggiata di natale

Neanche sei mesi fa, CGIL, CISL e UIL plaudivano con soddisfazione la firma di un grande contratto decentrato con l’amministrazione dell’Università diNeanche sei mesi fa, CGIL, CISL e UIL plaudivano con soddisfazione la firma di un grande contratto decentrato con l’amministrazione dell’Università di Salerno. Le criteche e la cruenta battaglia della RdB-Cub contro quell’accordo, sono impresse nella memoria dei lavoratori e persino nelle pagine della stampa provinciale o almeno su quella più libera. Oggi, dipingendo una delle pagine più pittoresche e tradizionali della politica confederale, hanno annunciato con enfasi la protestante DISDETTA di quel famoso contratto, tanto difeso e tanto vantaggioso per i lavoratori TA dell’Ateneo Salernitano. Le ragioni della protesta sono da noi condivise. Il mancato supporto, con risorse e scelte politiche mirate, al bisogno di efficienza crescente del Campus, lascia l’amaro in bocca a chi ha a cuore il futuro dell’Università Salernitana. Ma altrettanto condivisibili sono le spiegazioni tecniche, della “Governance”, che adeguandosi ai criteri della finanziaria 2006 rendono la presentazione del bilancio preventivo, a fine anno, un atto realisticamente formale. Peccato che la protesta di CGIL, CISL e UIL in pratica anticipa di soli 10 giorni una scadenza naturale del contratto decentrato, che se, comunque, fosse stato tanto “vantaggioso” per i lavoratori avrebbe dovuto essere rispettato anche nel 2006 a prescindere dalla copertura di bilancio. Vuoi vedere che la prossima contrattazione ci porterà ad un accordo ancora peggiore di quello del giugno 2005 ?
La domanda trova giustificazione nella poco credibile “DISDETTA“ di Natale proposta come protesta per un misero taglio tecnico che impallidisce a cospetto di necessarie e corpose risorse che con coraggio e concretezza vanno rivendicate ed ottenute. Altro che sceneggiate di Natale, ai lavoratori, docenti, personale TA e precari, e agli studenti, servono rappresentanti e rappresentatività capaci di squarciare con forza luoghi comuni e connivenze di facciata. La solita politica, il solito sindacato, cozzano con le emergenze produttive ed organizzative di ogni comparto. L’impiego pubblico e privato non può più delegare il suo futuro ad associazioni e uomini che usano il loro potere contrattuale svilendo e svendendo gli interessi collettivi e quelli dello sviluppo meritocraticamente democratico e socialmente sostenibile.
il coordinatore d’Ateneo RdB-CUB P.I.
Pietro Di Gennaro

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