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7 dicembre 2005

Sognare col Jazz

La settimana scorsa ho trascorso un’ora di puro divertimento e di forte emozione nella nostra università. Dall’aula delle lauree di ingegneria si innaLa settimana scorsa ho trascorso un’ora di puro divertimento e di forte emozione nella nostra università. Dall’aula delle lauree di ingegneria si innalzava una meravigliosa melodia, ed io corsa al richiamo di questa soave musica sono arrivata in quell’aula resa magica da un travolgente gruppo di 6 musicisti che suonavano jazz. Impossibile sottrarsi alla melodia penetrante del jazz. Subito mi sono seduta, ho iniziato a sognare a ritmo di musica. Il Jazz ha davvero qualcosa di magico, riesce a trasportarti in un’altra dimensione, ti fa battere forte il cuore ti far sentire Viva. È meraviglioso assistere ad una concerto in cui Musica e Poesia si mescolano regalando Pace, Serenità, Armonia e Benessere. Il Jazz aveva creato qualcosa di magico in quell’aula: mi sono guardata un po’ intorno e ho visto muoversi le teste delle persone presenti tutte a tempo di musica, sembravano tutti felici e innamorati. Ecco la magia del Jazz : il Jazz è Amore, Passione!
“Che atmosfera fantastica che c’è qui dentro, è meraviglioso sono felice… ”
Il concerto si è chiuso con un calorosissimo applauso, un piccolo e modesto ringraziamento a quel meraviglioso complesso che ci aveva regalato un’ora magica. (E di magia ce ne è bisogno in questo mondo!). Ho lasciato quell’aula a malincuore, perché tutto era finito troppo presto, ma veramente felice. Mi sono avviata verso il bar di lettere passando per la mia facoltà. Mi sentivo fortunata perché, per caso, avevo assistito a quello spettacolo e non vedevo l’ora di condividere le mie emozioni con qualcuno. Ad un certo punto arrivo alla facoltà di lettere e sento della gente che parla del “grande fratello”. Il “grande fratello” era li, sempre nella stessa università dove c’era stato il Jazz, e faceva le selezioni per la prossima edizione! Pensai:” dove sono capitata? È un altro mondo questo qui? Non è possibile! Passare in soli cinque minuti dal Sublime al … grande fratello! È vergognoso, e poi in una università degli studi!!!… il grande fratello”. Che brutto risveglio da quel meraviglioso sogno in cui mi aveva portato il Jazz. Questa è la realtà, pensai, e che realtà! Un po’ triste e molto delusa me ne tornai a casa, accesi lo stereo, misi su un cd di Jazz e continuai a sognare…
Se quella del grande fratello è la realtà, io voglio dormire. E sognare. Sognare col Jazz.

Maria Boccella

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