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29 dicembre 2005

Una sporca faccenda

PEDOFILIA
Il periodo natalizio è una vera gioia per i bambini italiani e non, ma c’è qualcuno di loro che continua a piangere anche in ques
PEDOFILIA
Il periodo natalizio è una vera gioia per i bambini italiani e non, ma c’è qualcuno di loro che continua a piangere anche in questi giorni di festa.
Avevo intenzione di scrivere un articolo contro la pedofilia e nella mia ricerca di leggi e documenti su questo argomento, mi sono imbattuta in un fenomeno più raccapricciante di quanto potessi mai immaginare.

Nel mondo, non solo nelle zone povere, ma anche in quelle più ricche e avanzate, come gli U.S.A. ogni anno scompaiono milioni di bambini e di loro non ne resta più alcuna traccia.
Si tratta di bambini rapiti, violentati, schiavizzati, immolati a Satana o uccisi per spiantare i loro organi. E’ orribile ma è la verità.
La pedofilia è un problema reale, che va’ combattuto con tutta la nostra forza. Mina le radici della civiltà, calpestando la sua base costituita appunto da quei bambini che saranno uomini domani. In tutto il mondo le cifre di minori sfruttati sono altissime, specialmente nei confronti dei bambini invisibili, poverissimi e abitanti della strada.
Il loro silenzio è la nostra vergogna. Non possiamo permettere i cosiddetti “ Snuff”. Molti non sanno cosa significa questo termine ed anch’io ero all’oscuro di una pratica troppo atroce da immaginare. Gli Snuff sono pellicole pornografiche in cui il bambino, sottoposto a terribile violenza e agonia, viene alla fine ucciso. Il tutto è girato dagli stessi pedofili, che provano piacere nell’immortale una scena così terribile. E’ incredibile, ma per loro queste videocassette sono molto preziose e possono costare decine di milioni di lire.
L’Italia non è immune da questo problema. Proprio lo scorso 17 dicembre a Catania è stata sgominata una rete di pedofili, che in varie città italiane ( Roma, Milano, Caserta, Cagliari, Padova, Viterbo, Massa Carrara, Imperia, Verona e Venezia) si scambiava materiale pedo-pornografico.
Il nostro Paese persegue i reati di pedofilia mediante una legge (269/1998), intitolata “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù”.
Questa legge prevede la reclusione da 6 a 12 anni e una multa da 30 a 300 milioni di vecchie lire per chi induce alla prostituzione un minore. Per i “ clienti” invece le pene sono meno gravi, solo da 6 mesi a 3 anni, con una multa non inferiore a 10 milioni.
Nell’agosto 2003 è poi entrata in vigore la legge Prestigiacomo ( 228/2003) che prevede pene più pesanti per chi riduce il minore ad uno stato di schiavitù.
Numerose sono poi le varie normative internazionali a difesa del bambino, come la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo ( 20 novembre 1989) e la Dichiarazione di Stoccolma ( agosto 1996) contro lo sfruttamento sessuale dei minori, ma tutto questo evidentemente non basta a fermare la pedofilia.
Negli ultimi anni il principale luogo d’incontro, scambio di materiale e adescamento di bambini è Internet. I pedofili, utilizzando nickname fantasiosi, creativi e noti ai piccoli, come “ Topolino”e “ Minnie” , attirano nella loro sporca rete il povero malcapitato, cercando poi di poterlo incontrare personalmente tramite un appuntamento. Dalle indagini della Polizia Postale risulta che si tratta di quarantenni, single, di classe sociale medio-alta, incensurati e a caccia di bambine.
La notte, questi soggetti, nascosti dietro il creativo pseudonimo, mostrano le loro reali intenzioni, scambiando materiale pedo-pornografico con il loro simili.
Come vuole rispondere la nostra moderna società a questo fenomeno? Io penso che ci sia bisogno di misure molto forti e di protezione, affinché nessun bambino sia più privato del suo diritto al gioco e all’infanzia. I pedofili vanno perseguiti, curati, se è possibile, e puniti in modo esemplare, con la medesima forza che hanno usato verso le loro piccole vittime.
Forse è questo un caso in cui non posso ammettere il perdono cristiano.

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