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15 dicembre 2005

Unimore: ultimo appuntamento con le cellule staminali

Volgono alla conclusione gli incontri promossi dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dalVolgono alla conclusione gli incontri promossi dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dall’Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti di Modena dedicati ad approfondimenti sulle applicazioni terapeutiche prodotte dalla ricerca sulle cellule staminali.
I seminari, giunti al loro settimo appuntamento, hanno visto coinvolti molti dei più qualificati ricercatori che guidano, a livello nazionale, i gruppi più attivi nel settore.
“In essi ci siamo sforzati di affrontare soprattutto l’argomento relativo alle prospettive di impiego clinico delle cellule staminali. In particolare, – spiega il prof. Sergio Ferrari della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – si sono descritti gli approcci già attuali o più promettenti per la cura di malattie genetiche, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso e per la ricostruzione degli epiteli di rivestimento e del tessuto osseo”.
Nel prossimo incontro toccherà proprio al prof. Sergio Ferrari dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia parlare della “Plasticità differenziativa delle cellule staminali emopoietiche”. Il seminario si svolgerà venerdì 16 dicembre 2005 alle ore 16,00 presso la “Sala Rum” (via Campi 309) a Modena.
“Le cellule staminali emopoietiche (CSE) – chiarisce il prof. Sergio Ferrari – sono multipotenti e danno origine ai diversi tipi di cellule differenziate del sangue. La notevole plasticità delle CSE dipende dal loro stato cinetico, dagli stimoli microambientali e dalle interazioni con altre cellule. Una volta reclutate in ciclo le CSE acquisiscono la capacità di autorinnovamento e di differenziamento. Esperimenti di trasferimento genico in CSE hanno permesso di definire che alcuni fattori trascrizionali sono responsabili del differenziamento delle CSE a monoblasti e, quindi, a monociti-macrofagi. Inoltre, i dati sperimentali da noi ottenuti indicano che è possibile un passaggio di linea differenziativa da mieloblasti a monoblasti. I risultati ottenuti hanno pertanto chiarito alcuni dei meccanismi molecolari che stanno alla base delle scelte differenziative delle CSE”.
Sergio Ferrari
Sergio Ferrari si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Modena nel 1975. Da quell’anno ha svolto continuativamente attività di ricerca in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti presso il Department of Pathology della Temple University di Philadelphia. Attualmente è professore ordinario di Biologia Applicata e Vice Preside nella Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Negli ultimi anni si è occupato del controllo genetico della mielopoiesi utilizzando la tecnologia dei DNA microarray e tecnologie di gnomica funzionale impiegando colture di cellule staminali emopoietiche. E’ autore di 93 pubblicazioni scientifiche comparse su prestigiose riviste internazionali. E’ responsabile del Laboratorio di Biologia cellulare e di DNA microarray presso il Dipartimento di Scienze Biomediche – sezione di Chimica Biologica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

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