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27 febbraio 2006

Art highlights 4 al macro

Quarto appuntamento con Art Highlights, ciclo di incontri sulla scena artistica contemporanea al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma. “Coordinate dQuarto appuntamento con Art Highlights, ciclo di incontri sulla scena artistica contemporanea al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma. “Coordinate dell’Arte” è il titolo di quest’ultima rassegna curata da Dobrila Denegri, ed è appunto un viaggio ideale tra le molteplici realtà artistiche che si affacciano sulla scena internazionale da tutte le latitudini del mondo, con lo scopo di indicare una mappa orientativa delle “geografie dell’arte”. Gli incontri si muoveranno su più direttrici. L’attenzione verrà posta su tutte quelle aree “calde” soggette a profondi cambiamenti, i cui movimenti artistici si rapportano con forza alla situazione socio-politica del momento, cercando di indagare le responsabilità dell’arte e le modalità di confronto con i contesti in cui opera. Si tracceranno delle linee guida sulla situazione artistica in Medio Oriente e su tutto il bacino del Mediteranno, sulla scena cinese in relazione alla sua espansione economica, sulla Russia post-sovietica, sul percorso intrapreso dal Sud Africa dalla fine dell’apartheid a oggi, ma anche su Europa, Stati Uniti e sulla delicata realtà in Iraq.
Info:
MACRO – Via Reggio Emilia, 54 – Roma
www.macro.roma.museum

Viktor Misiano: “L’Arte Sovietica oltre il 2000”
Anatoly Osmolovsky si sporge impavido, irriverente, con tono di sfida, quasi impercettibile sull’imponente statua del poeta rivoluzionario Vladimir Majakovskij a Mosca. Con questa immagine si apre il primo degli incontri di Art Highlights dal titolo “L’Arte Sovietica oltre il 2000” con la conferenza di Viktor Misiano, tra i più noti curatori e storici dell’arte russi, direttore del Centro Statale dei Musei e delle Mostre di Mosca e direttore della rivista “Moscow Art Magazine”. Misiano si batte da anni per far conoscere e promuovere gli artisti russi, emergenti e non, fuori dai confini nazionali, partecipando a diversi progetti che lo hanno visto curare le esposizioni degli artisti russi alla Biennale di Venezia, Istambul, Valencia e alla prima edizione di Manifesta a Rotterdam. È il testimone più autorevole dei movimenti artistici che si sono sviluppati in Russia dal crollo del muro di Berlino e dal disfacimento dell’ex Unione Sovietica, scenario socio-politico che ha influenzato enormemente l’estetica e i modelli di rappresentazione degli artisti. La crisi delle istituzioni e dell’industria culturale ha fatto scendere in piazza gli artisti, li ha costretti a gridare a gran voce e a scandalizzare, a trovare un terreno d’espressione tra la folla, infiltrandosi nel tessuto urbano con effetti shock sempre crescenti, in nome di un azionismo motivato dalla ricerca di un nuovo ordine simbolico, che rimanda alla Rivoluzione e all’esperienza della Secessone Viennese. All’inizio del nuovo millennio, la provocazione si fa più dolce, i toni si edulcorano e la protesta diventa meno patetica. Presentati da Misiano, ed eloquenti in questo senso, i lavori del Gruppo Radek, che inscenano una finta manifestazione con scritte “Carl Marx, Sex Pistols”, trascinando una folla inconsapevole, con le musiche dei Pink Floyd tratte dalla colonna sonora di “Zabriskie Point”. E “La Marcia” di Olga Chernysheva, video di denuncia sul tentativo maldestro da parte del potere di simulare un entusiasmo comunitario in stile staliniano, che mette in scena la collettività, la sua impossibilità di essere e il caos ideologico della società post-sovietica.

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