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8 febbraio 2006

Diritto al cuore

La nuova campagna umanitaria, promossa da Emergency, si chiama “Diritto al cuore” ed ha come logo un bellissimo cuore stilizzato, realizzato dalla

La nuova campagna umanitaria, promossa da Emergency, si chiama “Diritto al cuore” ed ha come logo un bellissimo cuore stilizzato, realizzato dalla prestigiosa agenzia di comunicazione Brand Portal.
Lo slogan dell’iniziativa,“un SMS per costruire in Africa un ospedale cardiochirurgico gratuito” spiega da subito il nobile intento dell’iniziativa.
Dal 3 febbraio al 6 marzo tutti gli utenti di rete mobile (Tim Vodafone, Wind e Tre) e di rete fissa abilitati (Telecom Italia) potranno inviare al numero 48587 un SMS del valore di € 1,00 (I.V.A. esclusa) per contribuire alla causa.
Il ricavato verrà devoluto interamente al Centro di cardiochirurgia che si chiamerà “Salam”, termine che, nel dialetto arabo, vuole significare “pace”, prima ancora che “salute”.
Questa campagna, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla triste condizione in cui versa il continente nero, sta a ricordarci che in Africa non si muore solo di AIDS, di lebbra o di fame.
Pare accertato infatti che patologie inerenti all’apparato cardiocircolatorio siano diffusissime nel Sudan e nei paesi ad esso confinanti, quali Egitto, Libia, Chad, Repubblica Centroafricana, Congo, Kenya, Uganda, Etiopia, ed Eritrea.
Soltanto in Sudan sono più di 13.000 i pazienti che necessiterebbero di una sostituzione valvolare, moltissimi dei quali bambini; mentre, nelle grandi città, è addirittura il 25% dei cittadini con più di 60 anni a soffrire di disturbi alle coronarie.
Ovviamente nessuno di essi, eccetto casi assolutamente eccezionali, ha alcuna possibilità di beneficiare di cure specializzate o di essere operato gratuitamente da un’equipe di medici all’altezza della situazione.
E proprio per questo, per cercare di far fronte all’emergenza, Emergency (appunto…) ha deciso di aprire un Centro regionale di cardiochirurgia a Khartoum (capitale del Sudan), rivolto, oltre che ai locali, alle popolazioni dei nove paesi confinanti, per offrire loro cure gratuite ed altamente specializzate, per strappare ancora altre vite all’implacabile abbraccio della miseria e della malattia.
“Non vogliamo una sanità per i ricchi del mondo – evoluta, sofisticata, tecnologica – e una sanità di scarto per i poveri, per i paesi più disperati dove raramente si vive fino a quarant’anni” scrive Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, prospettando non solo la realizzazione di un “Centro di eccellenza, di altissima tecnologia”, bensì un “progetto dove il ritrovarsi tra pazienti e sanitari di etnie e culture diverse possa essere un segnale di collaborazione e di solidarietà”.

Per ulteriori informazioni visita il sito
http://www.emergency.it/dirittoalcuore/index2.php

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