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9 febbraio 2006

Ferrara: il nuovo pap test: convegno internazionale

Da quando è stato organizzato, per le donne ferraresi ha significato 920 anni di vita in più. È il programma di screening per la diagnosi precoc

Da quando è stato organizzato, per le donne ferraresi ha significato 920 anni di vita in più. È il programma di screening per la diagnosi precoce del carcinoma del collo uterino attivato in Emilia Romagna dal 1996. Grazie ad esso, nella nostra Provincia sono raddoppiati i casi pre-maligni intercettati. Non solo: nel triennio 2000-2002 è stato osservato un calo del 25% dei casi maligni rispetto alla prima metà degli anni ’90.
“Risultati lusinghieri che ci hanno spinto a fare ancora di più – spiega Donatella Beccati, docente dell’Università di Ferrara e Responsabile del Programma di screening per Ferrara -. Per questo, nel 2004 è stata introdotta una nuova tecnica di Pap Test, l’esame al microscopio delle cellule prelevate dal collo dell’utero, che consente di analizzare meglio le cellule prelevate e di migliorare la sensibilità del test. Inoltre, è stato introdotto uno strumento di lettura automatica di supporto alla diagnostica. Uno strumento di grande utilità, che però è tanto migliore quanto più competente è il personale che lo utilizza”. A questo tema sarà dedicato venerdì 10 febbraio il convegno internazionale Il nuovo Pap Test. Nuove tecnologie per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina: l’interpretazione computer-assistita del Pap test, che si terrà a partire dalle 9 nell’Aula Magna del Rettorato, in via Savonarola 9. “Il processo di cambiamento innescato dall’automazione coinvolge tutti i professionisti addetti al percorso diagnostico e terapeutico correlato al Pap test. Il convegno, dedicato alla lettura computer-assistita del Pap test, si propone di rappresentare questo cambiamento attraverso l’esperienza dei professionisti, italiani e stranieri, che ne sono protagonisti ed artefici”, commenta Beccati. Che aggiunge: “Tuttavia, tutto l’impegno di risorse economiche e dei professionisti sarebbe inefficace senza la partecipazione attiva delle donne. Ad esse si chiede per il futuro una maggiore adesione al programma, con la speranza che questa pagina contribuisca a far accettare il nostro invito in modo informato e più consapevole”.
Infine, una nota storica: “Ferrara può vantare una grande esperienza in questo campo: infatti fu proprio qui che venne realizzato il primo Programma Italiano di screening di popolazione per la diagnosi precoce del carcinoma del collo uterino”. Ad istituirlo, il Professor Mario Tortora, rinomato Clinico Ostetrico e Ginecologo dell’Università, e allievo di quel Papanicolau, da cui il Pap test ha preso nome.

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