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1 febbraio 2006

Il disagio giovanile

Il disagio dei giovani è il disagio di tutti.
Il disagio deriva dalla mancanza di risposte alle domande che affliggono tutti sin dai primi giorniIl disagio dei giovani è il disagio di tutti.
Il disagio deriva dalla mancanza di risposte alle domande che affliggono tutti sin dai primi giorni del mondo e che possono essere ridotte a due soltanto : “Da dove veniamo?”, “Dove andiamo?”
E se, in questo momento, il disagio colpisce maggiormente i giovani, è perché essi, più dei vecchi che ormai hanno raggiunto alcune certezze, si aspettavano che con l’avvento del 2000 sarebbe finalmente arrivato il Messia capace di dare tutte le risposte.
Visto che segni dell’arrivo di un Messia o del ritorno del Messia non se ne intravedono o nessuno lo riconosce, provo io a darmi le risposte alle due domande fondamentali.
E osservo che le due domande possono essere ridotte ad una , “Dove andiamo?”, perché il principio coincide con la fine : noi solo alla fine di un’azione conosciamo il motivo primo per cui abbiamo intrapreso quell’azione; molte volte ci accorgiamo che alla fine di un’impresa siamo andati al di là di quelli che ci sembravano i nostri obiettivi, per cui solo alla fine sappiamo qual era il motivo primo, inconscio, che ci ha mosso.
Dove andiamo, allora?
Osservo che, quando noi sogniamo, creiamo solo noi un universo, nel quale non sappiamo come ci troviamo, non sappiamo che stiamo dormendo nel nostro letto nell’Universo attuale, lo sappiamo all’uscita dal sogno.
Chi mi vieta, allora, di pensare che tutti siamo immersi nello stesso sogno, chi mi vieta di pensare che l’Universo attuale è la risultante delle creazioni in equilibrio di tutti gli individui?
Se è così, tutti gli individui, soprattutto i giovani, possono esultare sapendo che essi, per il solo fatto che esistono, sono essenziali nell’Universo, che, pertanto, ad ognuno spetta una remunerazione secondo la sua forza creativa, che io, per convenzione, assumo da 1 a 11 e indico con K.
Se è così, il senso di inutilità, che affligge i giovani in preda alla depressione, è vinto.
Si, ma dove andiamo?
Abbiamo detto che, per sapere dove andiamo, dobbiamo uscire da questo incubo, da questo Universo che, prendendo parole a prestito dalla teoria di Einstein, è soltanto un immenso Buco Nero.
Come uscire, allora, da questo Buco Nero?
Esiste, e dobbiamo stanarlo, un guardiano di questo Buco Nero, veramente una guardiana, peraltro già denunciato da Gesù Cristo, che ha il suo quartier generale al centro della Terra e che ha tutto l’interesse a che non si vada oltre le sue radicate convinzioni : la felicità è rinunciare a rispondere alle grandi domande.
Fa pervenire i suoi messaggi attraverso terremoti, cicloni, epidemie, apparizioni e agisce direttamente attraverso la CIA, intesa quale setta segreta composta dai servizi segreti di tutti gli Stati.
Schiacciati da questa forza invisibile, che presume non ci sia altra Verità che la sua e, pertanto, reprime la nostra libertà, noi non riusciamo a liberare tutte le nostre energie, siamo frustrati.
E’ naturale, allora, che i più deboli soccombano. Soprattutto i giovani, perché gli anziani sono ormai rassegnati alla morte.
Satana non può avere la pretesa di essere Dio, perché Dio, come affermava il grande filosofo tedesco Hegel, è mentre si fa, ossia Dio è quell’uomo che riesce a trovare le risposte a tutte le domande, guarendo, così, tutte le malattie psichiche, perché :
l’ansia è la rincorsa a trovare le risposte alle domande
l’angoscia è la paura di non saper rispondere
la depressione è il crollo momentaneo della speranza che la risposta esista
la noia è la rincorsa a trovare le domande alle quali rispondere
la felicità è il fluire spontaneo delle domande e delle risposte, che noi poniamo, erroneamente, nel passato
la nostalgia è la rincorsa al passato ed è la causa prima della Morte, contro la quale è pronta la ricetta.
Ing. Giuseppe Pisanti

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