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13 febbraio 2006

Il primo a discutere di inflenza aviaria era titolare di cattedra all’Università di Ferrara

L’influenza aviaria è arrivata in Italia. E proprio nel nostro paese oltre
un secolo fa venne scoperto il virus che ne è all’origine. Fu infatti un
L’influenza aviaria è arrivata in Italia. E proprio nel nostro paese oltre
un secolo fa venne scoperto il virus che ne è all’origine. Fu infatti un
italiano, il professor Eugenio Centanni, titolare della cattedra di
Patologia generale dell’Università di Ferrara, a descrivere nel 1901 la
natura dell’agente responsabile della “Peste aviaria”, nome con cui allora
era conosciuta questa malattia. In quell’anno il professor Centanni presentò
all’Accademia delle scienze mediche e naturali di Ferrara due comunicazioni,
realizzate assieme allo studente ferrarese Ezio Savonuzzi, nelle quali
esprimeva i risultati delle ricerche sulla causa della malattia. Centanni e
Savonuzzi avevano identificato l’agente patogeno filtrabile, cioè il virus,
responsabile di questa malattia. Il virus, responsabile dell’epidemia
di “peste aviaria” che imperversava tra gli animali in tutta Europa, e che
come recenti studi ipotizzano, potrebbe essere collegato a quello della
pandemia di “spagnola” di 15 anni dopo, era il quarto ad essere scoperto.

Proprio per rendere omaggio alla figura del grande scienziato Centanni,
l’Università di Ferrara ha indetto una giornata di studio per fare il punto
sulla situazione dell’influenza aviaria, aggiornare sugli ultimi sviluppi
relativi alla diffusione della malattia e fornire indicazioni sui rischi di
pandemia. Tra gli altri, all’iniziativa prenderà parte la virologa Ilaria
Capua, dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, centro di
riferimento nazionale per l’emergenza aviaria. Un intervento specifico sarà
dedicato poi al ricordo della figura di Centanni, grande scienziato
marchigiano che, oltre a Ferrara, operò in varie sedi del Centro-nord. Uomo
di cultura vastissima, patologo generale ed insigne immunologo e
laboratorista, a lui, tra l’altro, è riconosciuta la scoperta, a pari merito
con Pfeiffer, della pirotossina o endotossina nel 1893, oggi chiamata
lipopolisaccaride (LPS), presente nella parete di tutti i batteri Gram
negativi: un componente microbico fondamentale responsabile anche di gravi
infezioni.

In occasione della giornata di studio inoltre, l’Università di Ferrara
curerà la pubblicazione della ristampa anastatica del volume “La peste
aviaria” di Centanni e Savonuzzi.

Eugenio Centanni (1863-1942)
Nato a Montotto, frazione di Monterubbiano, l’8 gennaio 1863 frequentò il
liceo ginnasio di Fermo e si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia
di Bologna dove ne conseguì la laurea a pieni voti e con lode. Dopo un breve
periodo trascorso nel suo paese d’origine, tornò a Bologna dove compì alcune
indagini scientifiche e ottenne la libera docenza. Insegnò dapprima
all’università di Ferrara, dove descrisse il virus della “peste aviaria”,
poi a Cagliari, Siena e Modena fino ad approdare a Bologna dove successe al
suo stesso professore, Guido Tizzoni. Fu scienziato di fama mondiale e
scrisse e pubblicò più di duecento opere su argomenti di biologia. I suoi
studi riguardarono soprattutto lo studio dei virus filtrabili, dei tumori e
la coltura dei tessuti in vitro. Inoltre si deve a lui la scoperta dei
vaccini specifici ed aspecifici che egli stesso chiamò stomosine. Nel 1890
fondò la rivista Urbs Urbana che nei quattro anni di vita trovo notorietà in
tutta la provincia. Morì il 19 agosto 1942 a Bologna.
In allegato, la copertina della pubblicazione del volume “La peste aviaria”
di Centanni e Savonuzzi

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