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9 febbraio 2006

Il sogno europeo

Tempi duri per l’Unione Europea: la bocciatura franco-olandese della prolissa e affrettata Costituzione; la pseudo-invasione di giovani generazioni
Tempi duri per l’Unione Europea: la bocciatura franco-olandese della prolissa e affrettata Costituzione; la pseudo-invasione di giovani generazioni di musulmani, nati e vissuti all’ombra delle tradizioni occidentali, ma in realtà mai del tutto integrati nelle nostre indifferenti società; le continue bagarre politiche per strappare, egoisticamente, ognuno per il proprio Stato-Nazione (e la globalizzazione?), un accordo di favore nell’ambito del controverso bilancio comunitario che destina ancora il 40% del budget all’agricoltura; gli inaspettati attacchi terroristici, prima a Madrid, poi a Londra; la delicata questione dell’allargamento dell’Unione ad altri paesi, non certo minuscoli (vedi Turchia); la paura per ogni sorta di liberalizzazione economica, alla faccia della tanto discussa “libera circolazione di persone e cose”; l’irrispettoso comportamento di numerosi parlamentari europei italiani, pronti a lasciare decine di posti liberi a Strasburgo pur di accaparrarsi qualche seggio a Roma. E noi, giovani europei, a chiederci: ma quale futuro per l’Europa? Difficile a dirsi, soprattutto quando a mancare è un serrato dibattito culturale, atto a diffondere con la sola forza delle idee un comune sogno politico, e non solo. Un sogno di viaggi, di formazione transnazionale, di crescita multilaterale, di lavoro senza frontiere, di comunicazione “pluralista”, dove ogni lingua possa rivendicare il suo legittimo “posto al sole”. E’ con orgoglio, dunque, che facciamo i più sentiti auguri al giovanissimo “cafebabel.com”, il primo media europeo al 100%, che proprio lo scorso gennaio ha compiuto cinque anni di vita. Tutto ha avuto inizio da un manipolo di studenti Erasmus che a Strasburgo pubblicarono la prima edizione della rivista europea. Come ha scritto Adriano Farano, amministratore delegato dell’associazione Babel International, “in cinque anni cafebabel.com ha raccontato l’eurogeneration che si ama al di là delle frontiere, che vive indifferentemente a Parigi Budapest o Bruxelles, che va per festival alla scoperta di altre culture, che soffre della precarietà del mercato del lavoro ma approfitta della rivoluzione low-cost offerta dal nostro sistema socio-economico”. Insomma, quel dibattito culturale alla base del sogno europeo sembra essersi concretizzato proprio sulle pagine web di “cafebabel.com”, frutto della partecipazione di centinaia di giovani giornalisti volontari coordinati da una Redazione Centrale Europea. Attenzione, però: non si tratta soltanto di un dibattito virtuale, bensì di una serie di dibattiti “in carne e ossa”, organizzati per tutti gli eurolettori nei caffè di mezza Europa. Basti pensare, infatti, alle numerose redazioni dislocate in ogni dove europeo (Roma, Parigi, Amsterdam, Barcellona, Budapest, Varsavia, Berlino, Londra, Praga, Strasburgo ecc.), per rendersi conto della fitta rete di corrispondenze che unisce redattori e lettori. Per non parlare della possibilità di sfogliare la rivista nella lingua che più ci appartiene: dall’edizione inglese a quella francese, dall’italiana alla tedesca, dalla spagnola fino alla “neonata” edizione polacca. Un sogno che diventa realtà, dunque, lungo una strada irta di ostacoli di ogni tipo, che prima o poi ci condurrà, con la sola forza delle idee, alla creazione al di là di qualsiasi frontiera di un comune spazio di fratellanza, uguaglianza e libertà. Europea, s’intende!

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