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14 febbraio 2006

La società dell’auto-sopravvivenza

Continua la carrellata dei dieci trend che maggiormente incidono sui nostri comportamenti, relazionali e d’acquisto. La cosiddetta “self-preservatio
Continua la carrellata dei dieci trend che maggiormente incidono sui nostri comportamenti, relazionali e d’acquisto. La cosiddetta “self-preservation society” è una società individualistica. Quella che si sta strutturando in questi anni. In un mondo in cui mancano dei riferimenti forti, in cui si sta perdendo la fiducia nelle istituzioni tradizionali, crescono le strategie per la cura di sé. Attenzione, qui non si parla di Italia. È un trend globale. Come dire, non è colpa di Berlusconi se c’è un declino nella fiducia nei confronti della classe governativa. Parliamo di mondo. Dunque, i consumatori (e non lo scrivo a caso: in questa società difficilmente veniamo riconosciuti come cittadini), noi tutti, ripiegati su noi stessi a causa delle mancanze istituzionali, andiamo alla ricerca del nostro benessere, personale. Cerchiamo zone di comodo e ci rivolgiamo a quelle marche che ci offrono amore, rispetto, benessere. Che ci coccolano, insomma. In inglese c’è un termine per descrivere quest’ultimo aspetto: è il cocconing. Fantastico! E non sapete quanti prodotti, nelle loro presentazioni aziendali, offrono questo come beneficio da offrire al consumatore… È un dato che dovrebbe far riflettere. Le istituzioni crollano, i media diffondono una cultura del terrore, che vede l’uomo sempre più vulnerabile nella sua quotidianità, e sorgono i brand. Siamo ad un nuovo capitolo, quello della brand philantropy. I consumatori si affidano alle marche per il loro benessere, fisico e mentale. E così un minidrink da banco frigo abbassa il tuo livello di colesterolo, delle calze ti fanno vivere “no-stress” e…per tutto il resto c’è Mastercard!

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