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27 febbraio 2006

L’ultimo amico

Dalla penna di uno dei più grandi romanzieri del novecento, Tahar Ben Jelloun, prende vita “L’ultimo amico”, la storia della profonda amicizia tra
Dalla penna di uno dei più grandi romanzieri del novecento, Tahar Ben Jelloun, prende vita “L’ultimo amico”, la storia della profonda amicizia tra Alì e Mamed. Siamo nell’Algeria degli anni ’60. Ivi si muovono i due protagonisti, uniti dall’adolescenza alla maturità, insieme nello studio, in politica, all’appuntamento coi primi innamoramenti fino alla scoperta del vero amore.
Poi il distacco. Incomprensibile per Alì, necessario per Mamed. Anni di solitudine, di inspiegabile solitudine per il primo, di profonda sofferenza per il secondo.
E’ l’ amore che lo lega al suo “Ultimo amico” Alì, a spingere Mamed a tener nascosto il motivo della sua lontananza: quando seppe del terribile male che lo corrodeva, decise che doveva risparmiare il suo amico, decise di impedire che la malattia, la sofferenza, il dolore travolgessero il loro legame. Decise che non avrebbe mai visto il volto di Alì addolorato protendersi verso di lui per donargli l’ultimo saluto, non avrebbe mai incontrato i suoi occhi pieni di lacrime staccarsi per sempre da lui. Allontanando Alì dalla loro amicizia, Mamed lo allontanava dalla morte.
Quella fra i due protagonisti, non è la semplice storia di un’ amicizia, è la storia del loro profondo legame che prescinde dalla vita e va oltre, persino oltre la morte.
Un capolavoro, che scandaglia la meccanica e le possibilità degli affetti, fra sincerità e dissimulazione, nostalgia e fedeltà.

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