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21 febbraio 2006

L’Università dell’Aquila risponde alle accuse sul “caso biblioteche”

In risposta all’articolo pubblicato domenica 19 febbraio sul quotidiano Il Messaggero, intitolato “Università, è caos biblioteche” il Direttore AmminiIn risposta all’articolo pubblicato domenica 19 febbraio sul quotidiano Il Messaggero, intitolato “Università, è caos biblioteche” il Direttore Amministrativo dott. Filippo Del Vecchio, esprime disappunto per le affermazioni allarmistiche espresse dal rappresentante degli studenti Mauro Serafini.
“Inutile negare il momento non favorevole che stanno attraversando le biblioteche d’Ateneo, questo è il risultato di anni di strategie amministrative sbagliate” ha dichiarato il dott. Del Vecchio, che ha aggiunto “ma questo non significa che la situazione non stia già migliorando: come promesso entro la fine di febbraio le biblioteche riprenderanno il normale orario di apertura al pubblico”.
Come già dichiarato, l’Università ha ereditato una situazione grave resa ancor più precaria dalle ultime finanziarie che hanno bloccato il turn over delle assunzioni e reso insufficiente il personale in organico. “A questo problema sopperiremo con l’ausilio degli studenti borsisti” ha assicurato il dott. Del Vecchio, che ha inoltre sottolineato “in una congiuntura economica difficile come quella attuale, la politica di scelte e strategie portate avanti dall’Università ha tenuto conto in primis proprio delle esigenze degli studenti, infatti” ha concluso il direttore amministrativo “contrariamente a quanto afferma Serafini, i ritardi nell’assegnazione delle borse di studio agli studenti-borsisti non sono dipesi da lentezze o dubbi sull’ammontare della cifra finale, ma dai tempi tecnici necessari a far approvare una cifra aumentata del 50% rispetto all’anno precedente”. Per quanto riguarda invece la protesta del signor Serafini circa gli orari ridotti per l’accesso alle aule multimediali o di informatica il D.A. ha commentato “non mi piace rispondere che di aule didattiche e multimediateca sono responsabili i presidi delle facoltà e dei dipartimenti, perché capisco le loro difficoltà oggettive soprattutto in termini di personale. Posso però ribadire il mio impegno per far sì che la situazione migliori nel più breve tempo possibile”.

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