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22 Febbraio 2006

Sanità pubblica

Secondo un’indagine del Censis su 1000 italiani presentata in questi giorni a Roma, per il 75% dei connazionali le strutture sanitarie di provincia, qSecondo un’indagine del Censis su 1000 italiani presentata in questi giorni a Roma, per il 75% dei connazionali le strutture sanitarie di provincia, quindi i piccoli presidi ospedalieri non andrebbero chiusi, anche se non assicurano un servizio ai massimi livelli come le grandi strutture ospedaliere. Più del 50% degli italiani ritiene che i ricoveri ospedalieri non risultano essere tanti, rispetto ad una minoranza che afferma il contrario. La maggioranza è contro ad una probabile chiusura di tali strutture sanitarie, e di una probabile conversione in strutture di lungodegenza. Questi dati, spiega il Censis, rileva il diffuso timore che nel nostro paese vi possano essere dei tagli e una corrispondente riduzione della copertura sanitaria dallo Stato. “In effetti, spiega Carla Collicelli, vicedirettore del Censis, si teme che i risparmi ottenuti dalla chiusura dei piccoli presidi ospedalieri non vengano reinvestiti per migliorare i servizi sanitari ai cittadini”. Si aggiunge a questa dichiarazione anche il parere del presidente di Farmindustria, Sergio Dompè: “Uno dei grandi valori del nostro paese è la solidarietà di fronte alla malattia. L’ indagine del Censis va a dimostrare che gli italiani hanno paura di perderla. Un Timore che si dimostra irrazionale, perché se posiamo lo sguardo sui piccoli ospedali, ci si accorge che non riescono ad avere un numero di degenze sufficiente per offrire dei servizi che siano ad alto livello qualitativo. Quindi tali strutture andrebbero chiuse e magari trasformate in strutture per la lungodegenza. Ovviamente di fronte a questa prospettiva del tutto razionale, c’è una totale chiusura degli italiani”.

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