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1 febbraio 2006

Sanremo, quando il festival non ha più i fiori

Anzi a dirla proprio tutta, il noto Festival di SanRemo i fiori non li ha mai avuti.
Proprio così, la città ligure celebre anche per la molti

Anzi a dirla proprio tutta, il noto Festival di SanRemo i fiori non li ha mai avuti.
Proprio così, la città ligure celebre anche per la moltitudine di fiori che puntualmente ogni anno addobbano il teatro Ariston, è importatrice da oltre dieci anni di fiori di tutte le specie nientemeno che dal territorio pompeiano-stabiese.
Una fornitura annua che riempie le serre e le coltivazioni liguri, ma a saperlo che quei fiori vengono proprio da uno dei mercati floreali più antichi d’Italia: quello di Pompei. A lanciare lo scoop è stato Pasquale Coppola, presidente della cooperativa floricola “Sant’Antonio”, che confessa: “A Sanremo non hanno detto mai niente perché oltre al pericolo di svilire la notorietà della città, esiste una questione politica – se così vogliamo intenderla – nel senso che non esiste un marchio che tuteli i nostri magnifici prodotti”.
Quindi quasi cinquecentomila garofani, centocinquantamila garofani mignon, centodiecimila anemoni, quattrocentocinquantamila ranuncoli, sono solo alcuni numeri delle incredibili forniture settimanali che partono dal più grande polo del meridione per il commercio di fiori, esclusivamente verso la città che ospita annualmente il festival della canzone italiana.
Il mercato dei fiori di Castellammare-Pompei è il terzo per grandezza e produttività in tutta Italia, e venire a conoscenza che manca un marchio di produzione per l’intero mercato è davvero incredibile, e lo è ancor di più sentire ogni volta dal palco dell’Ariston partire ringraziamenti e note di encomio alla città di Sanremo, che “regala” stupendi fiori al Festival.

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