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22 febbraio 2006

Unimore: Indagine ICESmo2 sulla condizione famiglie modenesi

Stili di vita, bisogni, adeguatezza ed effetti delle politiche sociali nazionali e locali nella provincia di Modena saranno approfonditamente studiatiStili di vita, bisogni, adeguatezza ed effetti delle politiche sociali nazionali e locali nella provincia di Modena saranno approfonditamente studiati dal Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Prenderà il vai in marzo 2006 una seconda estesa indagine ICESmo sulle condizioni economiche e sociali della popolazione modenese. La ricerca, realizzata in collaborazione col Comune, la Provincia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, consentirà di accertare le modificazioni intervenute a livello familiare per impostare corrette politiche tributarie e tariffarie.
Modena è ancora quell’isola felice di benessere economico, ben distribuito, ritratta dalle rilevazioni statistiche ufficiali? Oppure in questi anni le condizioni di vita delle famiglie modenesi, anche per la selettività introdotta nelle politiche di welfare, sono peggiorate e sono aumentate le disparità sociali?
Nel 2002 un’indagine del Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche (CAPP) dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia sulle condizioni economiche e sociali della popolazione modenese aveva rivelato lo spaccato di una provincia che si collocava a cavallo tra il modello americano e quello scandinavo, ovvero di una realtà territoriale decisamente proiettata ad inseguire stili di vita propri della società americana, anche se temperati da una più equa ripartizione del reddito, assai più simile alla struttura economico-sociale scandinava.
Quella rappresentazione a quattro anni di distanza regge ancora? Le eventuali modificazioni intervenute, come dovranno e potranno influenzare le politiche tributarie e tariffarie adottate dalle autorità istituzionali, perché quei tratti di positività, che caratterizzano la società modenese, non si disperdano, ma esaltino “la ricchezza dell’equità” (dal titolo del volume che presentava i risultati di quella prima indagine)?
E’ da questi interrogativi che prenderà presto il via la seconda ricerca sulla condizione economica
e sociale delle famiglie nella provincia di Modena (ICESmo2), che vede promotori l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione col Comune di Modena, la Provincia di Modena e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sostenuti anche dall’Associazione dei Comuni del Distretto di Sassuolo e dall’Unione Terre di Castelli.
“La prima edizione – ricorda il prof. Paolo Bosi, ordinario di Scienza delle Finanze all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e presidente del CAPP – è stata un punto di riferimento nel panorama nazionale; la seconda edizione, che prenderà avvio nel mese di marzo 2006, ne costituisce il logico proseguimento”.
L’indagine consentirà di fare una nuova fotografia della società modenese, di quantificare il benessere delle famiglie, di metterne a fuoco gli stili di vita e di conoscere i bisogni dei cittadini nei campi dell’assistenza agli anziani e ai bambini. In più sarà possibile verificare come si sono modificati i tassi di partecipazione al mercato del lavoro, se la povertà è aumentata o diminuita.
“Rilevazioni di questo tipo – aggiunge il prof. Paolo Silvestri, ordinario di Scienza delle Finanze all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – vengono abitualmente condotte in altri Paesi e rappresentano il miglior strumento oggi a disposizione degli scienziati sociali e dei policy maker per l’analisi degli effetti redistributivi delle politiche fiscali e tariffarie e delle prestazioni sociali”.
I risultati della prima ricerca, assolutamente innovativa e “pilota” per le dimensioni ed il tipo di informazioni raccolte, sono stati ampiamente utilizzati nei documenti di politica economica degli enti locali (nei piani di zona, ad esempio) e nella relazione annuale sulle strategie di governo della città di Modena. Inoltre, a partire dalle informazioni raccolte con l’indagine, sono state effettuate numerose simulazioni nel campo delle politiche locali fiscali e tariffarie (ICI, Addizionale Irpef, tariffe delle public utilities e dei servizi).
“La seconda indagine – chiarisce il prof. Paolo Bosi – è stata disegnata in modo da ottenere stime maggiormente significative, grazie all’aumento del numero di famiglie intervistate”.
In questa occasione si adotterà un campione molto più esteso, passando dalle 1.235 della prima indagine a 2.150 famiglie per questa nuova edizione. Tutte le famiglie da intervistare, cui sarà inviata a partire da marzo una lettera contenente dettagliate precisazioni sull’iniziativa, sono state sorteggiate casualmente dalle liste anagrafiche di 24 comuni della provincia di Modena. Dipenderà dalla loro generosa collaborazione sia la buona riuscita dell’indagine, sia la veridicità dei risultati.
Il questionario mantiene la stessa struttura di fondo della precedente indagine, ma è stato arricchito di alcune importanti sezioni per approfondire tematiche relativamente inesplorate, quali le condizioni di salute dei cittadini e il ricorso ai servizi sanitari, la mobilità territoriale e alcune opinioni sulle principali dimensioni delle condizioni di vita dei modenesi.
“Un’altra importante innovazione – precisa il prof. Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – consiste nella sperimentazione di una componente panel dell’indagine: alcune delle famiglie del comune di Modena, già intervistate nel 2002, verranno contattate di nuovo per ripetere l’intervista. Questa tecnica consente di rendere più robusta l’analisi dei cambiamenti intervenuti nel quadriennio”.

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