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7 febbraio 2006

Università degli Studi del Piemonte Orientale: inaugurato nuovo anno accademico

L’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” ha inaugurato questa mattina l’anno accademico 2005-06, l’ottavo dalla sua fondazionL’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” ha inaugurato questa mattina l’anno accademico 2005-06, l’ottavo dalla sua fondazione, presso il Teatro Comunale di Alessandria. Erano presenti le massime autorità del territorio: il sindaco Mara Scagni, i parlamentari Patria e Stradella, il prefetto Pellegrini, il presidente della Provincia Filippi, il vescovo Charrier, il procuratore generale presso la Corte d’Appello Caselli, il prefetto di Asti De Bonis, il presidente della Provincia di Novara Vedovato e il sindaco di Novara Giordano, i questori Nanni e Mulas, numerosi assessori e consiglieri provinciali e comunali di Alessandria, personalità civili e militari e i magnifici rettori delle Università di Torino, Ezio Pellizzetti e di Aosta, Pietro Passerin d’Entrèves.
Il Rettore Paolo Garbarino ha aperto la giornata con un’intensa relazione che ha avuto come centro focale la Ricerca Scientifica, settore che vede l’Ateneo in una posizione di rilievo nel panorama nazionale. Dopo un’ampia panoramica delle risorse, dei progetti e delle iniziative, il Rettore ha sottolineato con vigore che «… l’Università del Piemonte Orientale non è una Università di provincia ma è una Università in provincia con un forte legame ormai consolidato con le realtà locali e territoriali». La didattica e la ricerca, poi, sono e devono continuare a essere un’unità inscindibile e senza una forte ricerca di base non può esservi una ricerca applicata di qualità. Bisogna quindi rendere più rigorosi, selettivi e trasparenti i criteri di ripartizione delle scarse risorse. «Sarebbe per esempio auspicabile – ha proseguito il Rettore – che l’acquisto di attrezzature scientifiche per la ricerca universitaria avesse un trattamento fiscale analogo ad alcune tipologie di lavori pubblici e che pertanto, come quelle, scontasse l’IVA al 10%». Soprattutto, ha concluso il rettore, un prezioso sostegno in queste direzioni potrebbe essere dato da una legge regionale sul sistema universitario piemontese che, analogamente a quanto accade in altre Regioni, disegni un quadro generale di riferimento e di indirizzo.
Anche il Direttore Amministrativo Pasquale Mastrodomenico ha preferito non limitarsi alla pura esposizione di dati e numeri sugli studenti, sui docenti, sul personale tecnico-amministrativo, sulle risorse finanziarie e sugli spazi, ma, da questi, ha tratto una sorta di “bilancio sociale” dell’Università sul territorio. L’Ateneo Avogadro è certamente diventato, nel corso di questi anni, un elemento portante dell’economia locale anche solo per i flussi finanziari indotti dalla sua presenza. L’Università deve perciò essere vista come parte integrante del territorio in tutte le sue componenti e sviluppare attive collaborazioni con le Istituzioni, gli enti e le aziende portatrici di interesse. Il rappresentante degli studenti, Jonathan Meneghello, ha condiviso in molte parti della sua relazione il punto di vista del Rettore e del Direttore Amministrativo, sottolineando che «molto si è fatto in questi anni, ma molto rimane ancora da fare e le Istituzioni non dovranno rimanere sorde ai richiami degli studenti. «Senza i giovani, la didattica, la ricerca, l’Università, il Paese non hanno né senso né futuro».
L’assessore regionale Andrea Bairati, chiamato a portare una testimonianza circa i temi che caratterizzano il suo Assessorato, ha acutamente raccolto, nel suo breve intervento, le varie istanze appena ascoltate. La Legge sulla ricerca è ormai una realtà, ma per darle efficacia occorre ora selezionare azioni di sostegno con senso di responsabilità, pazienza e capacità di scelta. Il sostegno alla ricerca non deve essere soltanto compito di un’Istituzione in particolare, ma un obbligo di tutti, in primis di coloro che governeranno dopo i risultati delle elezioni politiche. Per quanto sforzi si possano fare anche sugli investimenti, tuttavia, gli effetti desiderati potrebbero anche tardare. Il livello medio dell’istruzione e della qualificazione nel nostro Paese è molto basso. «Occorre pertanto porsi come primo obiettivo, collaborando Università e Istituzioni di alzare il livello in termini di qualità. Senza istruzione non ci sono eccellenze e gli investimenti risulterebbero vani».
La Prolusione è stata pronunciata daLLA prof.ssa Gisella Cantino Wataghin, Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Vercelli. “Storia, memoria, identità: i beni culturali e il Piemonte Orientale” è il titolo che ha ben riassunto le tematiche toccate; per un Ateneo come questo, così fortemente legato al suo territorio, è da sempre concreta l’attenzione nei confronti dei beni culturali, grazie ai quali esso vive.
La cerimonia è stata allietata dall’intermezzo musicale curato dalla neonata “Orchestra dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale”, composta dagli studenti dell’Ateneo, prevalentemente alessandrini, che si è esibita in alcuni brani del noto compositore Gian Piero Reverberi (Rondò Veneziano, Donna Lucrezia, Sinfonia di un Addio), diretta da Emanuele Fresia e da Andrea Mogni. Infine sono stati premiati i migliori laureati nell’anno accademico 2003-04.

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