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27 marzo 2006

Comunicazione nel dopo olimpiadi

L’Istituto Lexis Ricerche organizza il 28 marzo all’Unione Industriale un convegno dal titolo “Torino futura: scenari emotivi e prospettive del do

L’Istituto Lexis Ricerche organizza il 28 marzo all’Unione Industriale un convegno dal titolo “Torino futura: scenari emotivi e prospettive del dopo Olimpiadi”, per comprendere come e sotto quali aspetti è cambiata l’immagine della capitale sabauda dopo il grande evento. La sfida? Trasformare la grande punta di visibilità in un flusso comunicativo efficace e continuativo.
Un’occasione di grande interesse per gli operatori economici, del marketing e della comunicazione coinvolti nel futuro della prima capitale italiana.
Torino vive oggi un processo di trasformazione unico in Europa. Accanto alla riqualificazione di spazi storici prendono forma i grandi progetti del futuro: la Spina Centrale, costituita dall’interramento della ferrovia che divideva in due la città, il passante ferroviario, la nuova Stazione di Porta Susa, il raddoppio del Politecnico, il nuovo Polo Universitario per le facoltà umanistiche, la nuova metropolitana, per finire con la riconversione delle costruzioni olimpiche già in atto. L’area ICT nel capoluogo piemontese può contare su un patrimonio di eccellenze grazie alla presenza del Politecnico e di più di 7.000 imprese.
Durante l’incontro verranno approfonditi gli scenari e i codici emotivi dell’evento olimpico, i codici d’immagine emergenti e le nuove opportunità di comunicazione. Esporrà i risultati dell’esplorazione psicolinguistica e tratterà del posizionamento emotivo delle Olimpiadi e delle Olimpiadi invernali.
L’efficacia della comunicazione è il ‘problema dei problemi’ e soltanto un approccio che sappia fornire risposte convincenti ed approfondite rappresenta la via per promuovere un reale .
Seguirà l’intervento del direttore responsabile della rivista ADV Fabrizio Bellavista, con ‘Passion lives here, una città emozionale’, sulle innovazioni da scoprire e valorizzare, uno scenario che rende Torino “città dell’eccellenza”, protesa a divenire il laboratorio di un’Italia pronta per la competizione globale. Una metropoli che ritrova la forza propulsiva che già nella seconda metà dell’Ottocento, persa la caratterizzazione di capitale politica, le permise di diventare polo industriale e dell’innovazione. Oggi possiede una variabile in più che ne sta determinando il modello vincente: l’innovazione emozionale. La passione della Grande Olimpiade si sta trasformando in un’emozionalità costruttiva, vivace e duratura e la comunicazione sarà la leva di questo cambiamento imminente ed ulteriore. Una comunicazione coordinata ed efficace, un’innovazione comunicata dunque, anche attraverso le ricerche che necessariamente trasformeranno questo momento di grande visibilità.
Concluderà l’incontro Ariberto Faretra, mettendo in luce trend, attese, opportunità e prospettive per il settore della comunicazione d’impresa nel dopo Olimpiadi. Il sondaggio sulla Torino Futura ha evidenziato alcuni fattori significativi che già esprimono il cambiamento: per il 57,1% degli intervistati sono le opere olimpiche, per il 48,1% la bellezza e la vivibilità della città, per il 41,6% le altre grandi opere e infrastrutture, mentre il 31,2% ritiene che sia l’attrattività per le aziende italiane ed estere.
Il 62,3% degli intervistati, inoltre, è convinto che le aree più adatte ad investimenti di sicuro sviluppo siano l’arte, la cultura e il turismo, mentre il 36,4% prova una rinnovata attenzione verso il settore industriale e il 23,4% verso quello agroalimentare; emerge infine interesse verso le seguenti aree: servizi e nuove tecnologie, logistica, infrastrutture e trasporti, artigianato, cinema e comunicazione. Considerazioni conclusive: le indagini di mercato sono uno strumento avanzato per la comunicazione d’impresa, un aiuto alla Torino del futuro.
L’interesse degli esperti di comunicazione si è quindi spostato su Torino e sarà una tendenza in crescita nei prossimi anni, chi a Torino deve scegliere una facoltà a cui iscriversi, potrà sicuramente sciogliere l’indecisione e puntare su una delle aree che nel dopo “Torino 2006” stanno avendo o avranno un consistente sviluppo, e farà così in modo che la passione continui a vivere a Torino.

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